Al rifugio gli avevano detto che non restava molto tempo. Un incontro davanti alle sbarre ha cambiato completamente il suo destino.
Era l’ultimo della lista, il cane che nessuno aveva ancora scelto. Al rifugio avevano spiegato che per lui il tempo stava finendo.
Quando il futuro adottante si è avvicinato alla gabbia, lo ha visto rannicchiato in un angolo, tremante e quasi immobile. Non abbaiava e non cercava attenzione. Restava lì, stanco e diffidente.
L’uomo si è accovacciato e gli ha teso una mano.
All’inizio il cane ha esitato. Poi si è avvicinato lentamente, una zampa dopo l’altra, fino ad appoggiare il muso sulle sue dita.
È bastato quel momento.
I documenti per l’adozione sono stati firmati subito e poco dopo il cane era già in macchina verso la sua nuova casa. Durante il viaggio è rimasto inizialmente fermo, poi si è avvicinato e ha posato la testa sulla gamba del suo nuovo proprietario.
I primi giorni non sono stati semplici. Restava spesso nel suo cesto, sobbalzava ai rumori, mangiava poco e dormiva male.
La famiglia ha scelto di aspettare.
Poi, una sera, il cane si è avvicinato spontaneamente, si è accoccolato accanto al suo umano e si è addormentato.
Da allora il cambiamento è stato evidente: ha iniziato a seguirlo ovunque, a giocare, correre e cercare il contatto.
Quel cane che al rifugio era rimasto senza scelta, oggi ha finalmente una casa.


