Il ciclista lo raccoglie bagnato e solo, sistemandolo nella borsa con la propria giacca. Oggi il piccolo ha un imbrago e un cestino.

Le auto passavano accanto al gattino mentre lui miagolava piano sul bordo della strada. Era bagnato, solo e teneva le orecchie abbassate. Un ciclista in viaggio lo ha notato e ha frenato, interrompendo la pedalata per avvicinarsi.

Si è mosso lentamente, temendo di farlo scappare. Dalla tasca ha preso un pezzo di panino e lo ha posato davanti al piccolo, che si è avvicinato con esitazione e ha cominciato a mangiare. Il ciclista non aveva programmato di adottare un animale, ma ha deciso di portarlo con sé.

Ha aperto la borsa e vi ha sistemato la propria giacca, ricavando uno spazio in cui adagiarlo. Il gattino si è subito raggomitolato. Ripartendo, l’uomo ha rallentato l’andatura: sentiva ancora il piccolo tremare contro la schiena.

Nei primi giorni, il nuovo compagno miagolava quando lo vedeva allontanarsi e mangiava soltanto in sua presenza. Poi ha cominciato ad arrampicarsi sulla borsa e a raggiungergli la spalla. Una mattina, mentre il ciclista si preparava mettendo il casco, il gattino gli è saltato addosso: quel posto sulla spalla è diventato un’abitudine.

Il viaggio è proseguito in due, tra strade e boschi. Durante le soste e alla fine delle giornate, il gatto è rimasto accanto alla persona che lo aveva raccolto, dormendo vicino a lui e condividendone gli spostamenti.

Oggi l’attrezzatura del ciclista comprende anche ciò che serve al suo compagno: un imbrago, un cestino e le crocchette preferite. Il gattino trovato ai margini della strada continua a viaggiare con lui.

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