Due piccoli fratelli, lontani da ogni sicurezza, diventano il simbolo della solitudine e della paura che possono accompagnare un animale abbandonato.
«Sorellina, ho fame». È una frase immaginaria, semplice e dolorosa, che dà voce alla condizione di due gattini fratelli rimasti soli, senza una casa e senza qualcuno che si prenda cura di loro.
Sono piccoli, vulnerabili e si trovano in un ambiente sconosciuto. Non hanno un posto sicuro dove riposare, né la certezza di trovare qualcosa da mangiare o dell’acqua da bere. Ogni rumore può spaventarli, ogni movimento improvviso può spingerli a cercare un nascondiglio.
Nell’immagine evocata dall’appello contro l’abbandono, i due fratellini hanno soltanto la reciproca compagnia. La loro vicinanza rappresenta l’unico conforto in una situazione segnata dalla fame, dalla sete e dalla paura.
Per un gatto abituato alla protezione delle persone, ritrovarsi improvvisamente per strada può significare affrontare pericoli ai quali non è preparato. Le automobili, la difficoltà di procurarsi cibo e l’assenza di un riparo possono mettere seriamente a rischio la sua sopravvivenza.
Attraverso questi due piccoli protagonisti immaginari, il messaggio richiama l’attenzione su ciò che comporta abbandonare un animale: privarlo della sicurezza e delle cure da cui dipende.
Resta l’immagine dei due fratellini che cercano riparo vicini, affamati e spaventati, mentre la frase «Sorellina, ho fame» dà voce alla loro fragilità.