Ha ancora paura di essere abbandonato, ma ogni giorno posa la fronte sulla mano di chi lo ama

Da tre mesi vive in una casa sicura, circondato di attenzioni. Eppure, alcuni momenti gli ricordano ancora la paura vissuta.

Sono trascorsi tre mesi da quando è arrivato nella sua nuova casa. Ha un posto caldo in cui riposare, cibo e qualcuno che si prende cura di lui. Eppure, nonostante le attenzioni ricevute, ci sono momenti in cui la paura torna a farsi sentire.

Succede all’improvviso. Il suo sguardo si immobilizza, gli occhi si spalancano e sembra temere di essere lasciato indietro ancora una volta. Anche nella tranquillità della casa, qualcosa riesce ancora a spaventarlo.

La persona che lo ha accolto ha imparato a riconoscere quei momenti. Quando accadono, si siede accanto a lui e lascia una mano aperta, senza cercare di attirarlo o costringerlo ad avvicinarsi. Aspetta semplicemente che sia lui a decidere.

Il piccolo compagno si avvicina lentamente, un passo alla volta. Poi arriva fino alla mano e vi appoggia delicatamente la fronte. È il suo modo di accettare quel contatto, dopo aver trovato il coraggio di ridurre la distanza.

Ci sono anche giornate più serene, nelle quali si diverte a inseguire i riflessi di luce che si muovono sul pavimento. Altre volte, invece, preferisce rimanere vicino alla porta, osservando in silenzio quello che accade all’esterno.

Chi gli sta accanto continua a rispettare i suoi tempi, senza pretendere che ogni giornata sia uguale alla precedente. Quando la paura riaffiora, torna a sedersi vicino a lui, con la mano aperta. E aspetta che quella piccola fronte cerchi ancora il suo palmo.

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