Nella notte gelida una gatta randagia ha bussato alla porta, chiedendo soltanto un posto dove sentirsi al sicuro

Magra e infreddolita, si è fermata davanti a una casa durante il freddo della notte. Da quella soglia è cominciata la sua nuova vita.

Era una notte gelida, di quelle in cui il vento sembra attraversare ogni cosa, quando un lieve colpo alla porta ha interrotto il silenzio. Non era il rumore deciso di una visita inattesa, ma un tocco leggero, ripetuto ancora una volta. Quando la porta si è aperta, davanti all’ingresso c’era una gatta randagia, magra, tremante e con il pelo coperto di brina.

Non è scappata e non ha cercato di farsi notare con miagolii insistenti. Ha soltanto alzato lo sguardo verso la persona che le si era avvicinata, restando immobile sulla soglia. Quell’incontro è bastato perché la porta si aprisse davvero anche per lei. La persona si è inginocchiata e la gatta, senza esitazione, ha fatto un passo avanti entrando in casa.

Una volta al caldo, si è rannicchiata sul tappeto, lasciandosi andare a un lungo sospiro. Più tardi ha mangiato lentamente, come se avesse bisogno di capire che quel cibo sarebbe rimasto davvero lì per lei. Poi si è addormentata vicino alla stufa, con una zampa distesa, al riparo dal freddo e dal vento.

Al mattino era già cambiato qualcosa. La gatta appariva ancora prudente, ma aveva iniziato a fare le fusa e seguiva la persona che l’aveva accolta da una stanza all’altra. Quella notte non aveva trovato solo un rifugio dal gelo, ma il primo calore stabile di una casa in cui restare.

Lascia un commento