Incastrato per tre giorni tra i rifiuti compressi, gatto salvato in extremis dai dipendenti di un impianto di smaltimento

Senza acqua né cibo, Phantom è sopravvissuto per giorni in un compattatore: ora si sta lentamente riprendendo grazie alle cure ricevute dai volontari.

Il ritrovamento nell’impianto di smaltimento

Tra il rumore incessante di una discarica del nord-ovest dell’Inghilterra, i dipendenti di un impianto di trattamento rifiuti hanno fatto una scoperta inattesa. Mentre stavano per attivare il compattatore, un movimento flebile ha attirato la loro attenzione. Dentro uno dei contenitori provenienti dallo Swan Hotel di Newby Bridge, hanno trovato un gatto bianco e nero incastrato e immobile. L’animale era visibilmente stremato, intrappolato da almeno tre giorni, sotto il sole di un’insolita ondata di calore.

Allertata immediatamente, l’associazione Animal Welfare Furness è giunta sul posto. Helen Kelly, una delle responsabili, ha dichiarato: “Era devastante vederlo lì dentro, con quel caldo, senza cibo né acqua”.

Le condizioni critiche del gatto

Il micio, ribattezzato Phantom, è stato estratto con attenzione e portato d’urgenza da un veterinario. Le sue condizioni erano gravi: disidratazione avanzata, debolezza muscolare, e uno stato di stress evidente. Privo di microchip e collare, non è stato possibile risalire ai suoi proprietari. Non si conosce come sia finito dentro quel contenitore, se per errore, fuga o abbandono. Quel che è certo è che, senza l’intervento dei lavoratori dell’impianto, non sarebbe sopravvissuto oltre poche ore.

“È stato salvato per una manciata di secondi,” hanno spiegato i volontari. “Se avessero acceso il macchinario, oggi racconteremmo un’altra storia.”

Una nuova possibilità

Dopo i primi giorni di timore, Phantom ha iniziato lentamente a fidarsi delle persone che lo hanno salvato. Si lascia avvicinare, accenna qualche fusa e ha ripreso ad alimentarsi. I volontari del rifugio lo descrivono come un animale dolce e sensibile, che mostra segni di ripresa giorno dopo giorno. La speranza ora è quella di trovargli una casa stabile e una famiglia paziente, capace di accoglierlo e guidarlo verso una piena riabilitazione.

Il rifugio ha avviato il processo per l’adozione e invita chi fosse interessato a farsi avanti, sottolineando che Phantom avrà bisogno di tempo e serenità per lasciarsi alle spalle ciò che ha vissuto.

claudia de napoli

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