Volato via nel nulla, riappare sette anni dopo: il miracolo del pappagallo Gino

Volato via nel 2018, il pappagallo cenerino è stato ritrovato tra i cavalli a Villasanta e riconsegnato al suo proprietario grazie a un codice identificativo.

Gino ritrovato dopo sette anni: la segnalazione che ha cambiato tutto

Una storia che ha dell’incredibile arriva da Monza, dove il pappagallo cenerino Gino, scomparso nel lontano 2018, è stato finalmente ritrovato. L’insolito avvistamento è avvenuto nei pressi del centro ippico Cim di Villasanta, dove un cittadino ha notato il volatile aggirarsi spaesato tra i cavalli. A intervenire sono stati i volontari dell’ENPA di Monza, allertati dalla segnalazione.

Il pappagallo, seppur visibilmente stressato e con il collo spiumato, era ancora vivo. Grazie alla tempestività dell’intervento, l’esemplare è stato messo in salvo e trasferito per accertamenti sanitari.

Un anello al piede per risalire all’identità

A rivelare l’identità del pappagallo è stato un dettaglio fondamentale: un anello identificativo al piede. Il Nucleo CITES dei Carabinieri di Milano ha decifrato il codice, risalendo all’allevamento dove Gino era nato nel 2004. Da lì, le registrazioni del 2005 hanno ricondotto a Sergio, l’uomo che lo aveva acquistato e che nel 2018 ne aveva denunciato la scomparsa.

Dopo anni di ricerche vane, il lieto fine è finalmente arrivato. “È incredibile, l’ho cercato per anni”, ha dichiarato emozionato Sergio, che ha potuto riabbracciare il suo amico alato.

Un momento toccante ha confermato l’identità del volatile: Gino, dopo sette anni, ha pronunciato il proprio nome.

Sette anni in volo, tra ospitalità e abbandono

Le indagini sul passato recente di Gino fanno pensare a una lunga serie di passaggi di mano. Si ipotizza che il pappagallo sia stato accudito da più persone, tra cui un’anziana signora e un giovane straniero che lo avrebbe ospitato in una voliera. Solo di recente, forse per problemi legati alle autorizzazioni o alla difficoltà nel gestirlo, Gino sarebbe stato nuovamente liberato, fino al suo ritrovamento casuale.

La vicenda ha riacceso i riflettori sull’importanza della marcatura e delle segnalazioni tempestive. Senza il codice identificativo, sarebbe stato impossibile risalire al vero proprietario del volatile.

Un portavoce dell’ENPA di Monza ha commentato: “Questo caso dimostra quanto sia fondamentale la tracciabilità degli animali protetti e la collaborazione tra cittadini, volontari e forze dell’ordine”.

Francesco Antonicelli

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