Un cane racconta in prima persona la sua attesa disperata, la paura, il dolore e infine la speranza di ritrovare l’amore che non ha mai smesso di dare.
Era rimasto lì, nello stesso punto in cui era stato lasciato, per due giorni interi. Disteso a bordo strada, tremante per il rumore delle auto, incapace di muoversi perché convinto che la sua mamma sarebbe tornata. Quando una donna si è fermata per aiutarlo, lui non voleva saperne: niente cibo, niente riparo, solo la speranza di rivedere il volto che amava.
La donna non poteva lasciarlo in mezzo alla strada e ha provato a portarlo via. Lui, disperato, ha reagito: ha morso, ha ringhiato, ha pianto e perfino fatto la pipì addosso dalla paura. Non capiva che stava venendo salvato. Credeva solo di essere strappato via dal suo posto, da dove attendeva il ritorno di chi lo aveva abbandonato. Poi il viaggio verso una nuova casa, le notti a piangere, il vomito per i nervi e la sensazione di tradimento.
Ora si trova in un posto diverso, accudito da una persona gentile che lo chiama Savannah, gli offre un letto morbido e cure amorevoli. Ha persino scodinzolato, quasi senza volerlo. Ma nei suoi pensieri c’è ancora lei, la mamma che lo ha lasciato. Nella sua immaginaria lettera, il cane continua a sperare: “Quando verrai a prendermi potrai dirle il mio vero nome. Tornerai a prendermi, vero?”. Una richiesta che spezza il cuore, ricordando a tutti quanto l’amore di un animale resti incrollabile anche davanti all’abbandono.
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