I Cani e il loro mondo

Lenny, il cane salvato dalla guerra: “Ora dorme accanto a me”

Ferito e terrorizzato dalla guerra, un cane randagio ha ritrovato la vita e l’amore grazie alla dedizione di una veterinaria americana.

L’incontro in Ucraina: un cucciolo ferito dalla guerra

Tra le macerie e il rumore lontano dei bombardamenti, la dottoressa Courtney Katsur ha incontrato per la prima volta Lenny, un cucciolo randagio con il corpo coperto di ferite e lo sguardo perso. Era diffidente, affamato e terrorizzato dagli esseri umani. Come tanti altri animali, anche lui era stato una vittima silenziosa della guerra: abbandonato durante i primi giorni dell’invasione russa, vagava per le strade ucraine in cerca di cibo e rifugio.
Quando la dottoressa l’ha visto, ha capito che non poteva voltarsi dall’altra parte. “Sembrava avesse rinunciato a tutto – ha raccontato – ma nei suoi occhi ho intravisto ancora un piccolo desiderio di fidarsi.”

La rinascita: “Ora dorme accanto a me”

Con l’aiuto dei volontari dell’organizzazione Breaking The Chains, la dottoressa Courtney ha iniziato a prendersi cura di Lenny. Le prime ore sono state difficili: il cane tremava, ringhiava e non si lasciava toccare. Poi, poco alla volta, qualcosa è cambiato. “Un giorno è saltato in piedi e si è sdraiato sulla mia valigia – ha ricordato la veterinaria – da quel momento non mi ha più lasciata. Voleva solo dormire vicino a me, come se avesse capito che finalmente era al sicuro.”
Dalle carezze alle prime passeggiate, Lenny ha imparato a fidarsi di nuovo. “Vederlo così affettuoso, dopo tutto ciò che ha vissuto, è stato commovente”, ha detto la dottoressa. “All’inizio non voleva nemmeno che lo sfiorassi, ora mi riempie di attenzioni.”

Un rifugio per i randagi e la promessa di tornare

Dopo due settimane trascorse in Ucraina, la dottoressa Courtney è tornata negli Stati Uniti, ma il suo impegno non si è fermato. Da oltreoceano continua a raccogliere fondi e a organizzare aiuti per i volontari che si prendono cura degli animali rimasti senza casa.
Grazie a lei, nel rifugio dove vive Lenny lavora oggi un veterinario ucraino a tempo pieno, che segue decine di cani e gatti salvati dalle strade. “Quando sono partita ho pianto – ha confessato – ma tornerò, perché quello che abbiamo fatto è solo lo 0,1% di ciò che serve davvero.”
Lenny, il piccolo randagio che non voleva più vivere, ora è il simbolo della speranza e della forza che resistono anche tra le macerie della guerra.

Francesco Antonicelli

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