Rimasta sola dopo la scomparsa della sua anziana proprietaria, una gatta viene accolta da una vicina, evitando la strada o il rifugio e trovando un nuovo equilibrio.
Due giorni fa un’anziana donna è venuta a mancare, lasciando dietro di sé una piccola gatta senza più nessuno. La casa si è svuotata all’improvviso. La gatta è rimasta lì, spaesata, in attesa di una presenza che non sarebbe tornata. Nessun rumore familiare, nessuna voce. Solo l’assenza, difficile da comprendere per chi non ha modo di darle un nome.
Il giorno successivo alcuni vicini si sono presentati con la gatta tra le braccia e pochi oggetti che le appartenevano. Non c’erano molte alternative. Serviva una sistemazione immediata. In caso contrario, il destino sarebbe stato la strada o un rifugio. Quando i suoi occhi hanno incrociato quelli di chi l’avrebbe accolta, il significato era chiaro. Non cercava spiegazioni. Cercava sicurezza. C’era in quello sguardo il silenzio di chi ha perso tutto senza capire perché.
In casa c’erano già altri gatti. Tre. Ma c’era spazio anche per lei. Ora si muove lentamente, osserva, prende confidenza con l’ambiente. Ogni passo è prudente, misurato. La sera, sulla coperta preparata apposta, si è rannicchiata. Ha fatto un lungo respiro e si è addormentata. In quel gesto semplice c’era la pace. E, a volte, è tutto ciò che serve per ricominciare.
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