Un Bichon Maltese è stato soccorso in un appartamento dei Quartieri Spagnoli di Napoli dopo essere rimasto solo per giorni senza alimentarsi regolarmente.
L’intervento è avvenuto mercoledì alle 13 in un appartamento situato nei Quartieri Spagnoli di Napoli, dove le forze intervenute hanno dovuto forzare la porta d’ingresso.
Secondo il racconto dell’operatrice presente sul posto, l’abitazione è stata controllata stanza dopo stanza seguendo le procedure di sicurezza previste durante gli interventi.
“Soggiorno. Corridoio. Camera. Bagno”, viene ricordato nella testimonianza condivisa dopo il salvataggio.
È proprio nel bagno dell’appartamento che è stato trovato Zucchero, un Bichon Maltese bianco sdraiato accanto al lavabo. Il cane appariva debilitato, con il pelo sporco e quasi privo di reazioni.
Secondo quanto riferito, la proprietaria si era allontanata da cinque giorni e l’animale avrebbe smesso di mangiare da almeno tre.
Quando l’operatrice si è avvicinata, Zucchero non avrebbe abbaiato né tentato di muoversi. “Non ha nemmeno sollevato la testa”, viene raccontato nella testimonianza.
Intorno continuavano i rumori dell’intervento: ordini impartiti tra le stanze, passi rapidi e voci concitate. Nel bagno, però, il cane sarebbe rimasto immobile seguendo soltanto con gli occhi i movimenti della soccorritrice.
“Solo i suoi occhi hanno seguito la mia mano”, viene spiegato nel racconto. “Con quella paura silenziosa dei cani che non sanno più se una porta che si apre porta aiuto o ancora rumore”.
L’operatrice si sarebbe accovacciata accanto all’animale chiamandolo per nome. “Al suo nome, un orecchio si è mosso”, viene ricordato nella testimonianza.
Dopo il recupero nell’appartamento dei Quartieri Spagnoli, Zucchero è stato portato in sicurezza e affidato temporaneamente alle cure della stessa operatrice intervenuta sul posto.
Quella sera stessa, alle 22, la donna ha firmato ufficialmente la scheda di adozione del cane.
Secondo quanto raccontato, in caserma sarebbe stato realizzato per lui anche un piccolo giubbotto antiproiettile simbolico in feltro blu scuro con uno stemma cucito a mano.
“Gliel’ho messo la prima settimana, più per rassicurare me che lui”, viene spiegato nella testimonianza.
Oggi quel piccolo giubbotto è appeso a una bacheca accanto a una fotografia di Zucchero scattata due anni dopo il salvataggio. “In quella foto Zucchero ha il pelo pulito, lo sguardo dritto”, viene raccontato nella parte finale della storia.
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