La certosina di 14 anni era rimasta accanto al letto della sua proprietaria. A salvarla è stata la tanatoprattrice intervenuta nell’abitazione.
Il trasporto verso il canile comunale era previsto per le 17. Pochi minuti prima, Capucine era ancora nel suo cestino di vimini, accanto al letto della signora P., morta nella propria abitazione. Nessuno, in quella stanza, sembrava occuparsi davvero della gatta.
A notarla è stata la tanatoprattrice chiamata per preparare il corpo della donna. Da diciannove anni lavora nelle case, nelle RSA, nelle stanze lasciate immobili dalla morte: oggetti sul comodino, vestiti su una sedia, orologi che continuano a segnare il tempo. Quel giorno, però, il dettaglio più importante non era sul letto. Era ai suoi piedi.
Capucine nel cestino, mentre si decideva il suo destino
Capucine ha quattordici anni ed è una certosina. Secondo il racconto, era ferma nel suo cestino, con il pelo grigio ormai spento e il muso più chiaro intorno ai baffi. Seguiva i movimenti della tanatoprattrice senza agitarsi.
Nel corridoio, intanto, i familiari parlavano di eredità, chiavi e sgombero dell’appartamento. Poi una frase, detta quasi come una comunicazione pratica:
“Per il gatto, il canile passa alle 17.”
Per chi stava lavorando nella stanza, quelle parole hanno cambiato il senso della giornata. La gatta non veniva descritta come una presenza legata alla defunta, ma come un problema da risolvere prima di liberare l’appartamento.
Il gesto vicino al rossetto della signora P.
Sul comodino c’era un tubetto di rossetto consumato, color rosa antico. La tanatoprattrice lo ha preso per sistemarlo vicino alla mano della signora P., poi lo ha ripreso. In quel momento Capucine si è alzata dal cestino e si è avvicinata lentamente.
La gatta si è strofinata contro il rossetto una volta, poi una seconda. Un gesto ordinario, ma sufficiente a mostrare quanto quell’oggetto conservasse per lei una traccia familiare: l’odore della persona accanto alla quale aveva vissuto.
Alle 16:55, cinque minuti prima dell’orario previsto per il trasporto, la tanatoprattrice ha chiamato il canile e ha annullato il ritiro.
La nuova vita della gatta anziana
La decisione è arrivata senza preparazione. Non c’era un trasportino pronto, né una lettiera, né uno spazio già pensato in casa. C’era però una gatta anziana che aveva perso la proprietaria, il letto accanto al quale dormiva e l’abitazione che conosceva.
Capucine è entrata nella nuova casa senza esplorare. Ha trovato il rossetto sul comodino, si è strofinata a lungo contro il tubetto e poi si è sdraiata ai piedi del letto. Da allora, ogni sera torna vicino a quell’oggetto.
La sua storia richiama un tema spesso affrontato solo quando è troppo tardi: cosa accade agli animali domestici dopo la morte di chi li accudiva. Per cani e gatti anziani, un passaggio improvviso in canile o in gattile può essere particolarmente difficile, soprattutto dopo anni trascorsi nello stesso ambiente.
Nel caso di Capucine, la seconda possibilità non ha cancellato la vita precedente. Le ha permesso di portarne con sé almeno una traccia, senza essere separata anche dall’ultimo ricordo della signora P.