Il terranova Goudron ha raggiunto un pedalò spinto dal vento verso la zona profonda e lo ha riportato a riva.
Il posto di soccorso era già chiuso quando Goudron si è lanciato nel lago. Erano le 19:12, la spiaggia era quasi vuota e le barriere erano state sistemate per la fine della giornata. In acqua, però, un pedalò arancione con due bambini a bordo stava andando alla deriva, spinto dal vento verso la zona profonda.
A notarlo è stata una bagnina di salvataggio che lavora su quel lago da diciassette anni. Aveva già riposto i salvagenti, spento la radio e serrato il posto di soccorso quando ha sentito una voce di bambino arrivare da lontano. Non un grido netto, ma un richiamo spezzato dalla distanza e dal vento.
Goudron vede il pedalò alla deriva e si lancia in acqua
Il pedalò si trovava a circa trecento metri dalla riva. Le due sagome a bordo erano piccole, chine sui pedali, incapaci di contrastare la raffica che spingeva l’imbarcazione di lato. Prima ancora che la bagnina riuscisse ad afferrare il fischietto, Goudron aveva già capito il pericolo.
Il terranova nero, cinque anni, era sulla spiaggia con il suo padrone, come spesso accadeva a fine giornata. Addestrato al salvataggio, aveva quella calma tipica dei cani abituati all’acqua. Non ha aspettato un ordine. Si è tuffato e ha iniziato a nuotare verso il pedalò.
L’acqua era fredda, intorno ai diciassette gradi. Una temperatura difficile da sopportare anche per un adulto, soprattutto con il vento in aumento. Goudron, però, non ha esitato. La pettorina arancione ha battuto contro il suo petto al momento dell’ingresso nel lago e subito il cane ha cominciato ad avanzare.
Il terranova raggiunge i bambini e afferra la corda del pedalò
La bagnina, intanto, correva verso la barca di soccorso, ma la catena era impigliata nel lucchetto e il tempo sembrava restringersi. Da riva si vedevano i bambini: uno teneva il bordo del pedalò con entrambe le mani, l’altro piangeva senza riuscire a farsi sentire bene.
Goudron nuotava con un ritmo pesante e costante. Non era una corsa spettacolare, ma una progressione ostinata verso l’imbarcazione. A metà strada, una raffica ha fatto ruotare il pedalò, mettendolo di traverso. La corda davanti allo scafo scompariva e riemergeva tra le onde.
Il cane è riuscito a raggiungere il pedalò, ha girato una volta intorno senza salire e senza lasciarsi spingere contro lo scafo. Poi ha afferrato la corda con i denti e ha iniziato a tirare verso la riva.
Il salvataggio dei due bambini e la fatica nascosta da Goudron
Il pedalò era pesante, mal orientato e difficile da governare. Goudron teneva la testa di traverso per non perdere la presa, mentre il corpo restava quasi interamente nell’acqua. Ogni trazione gli faceva immergere il muso, ogni onda gli passava sopra gli occhi.
A un certo punto la corda gli è sfuggita. Il pedalò ha arretrato per qualche istante, spinto di nuovo dal vento. Ma Goudron l’ha ripresa subito, senza voltarsi verso la riva e senza cercare una via più facile per sé. Ha continuato a tirare come se quei due bambini fossero diventati l’unico punto da raggiungere.
Quando la bagnina è riuscita a liberare la barca e ad avviare il motore, il terranova aveva già riportato il pedalò abbastanza vicino da rendere più semplice il recupero. I bambini sono stati presi a bordo tremanti, infreddoliti e aggrappati l’uno all’altro.
Il cane ha continuato a tirare ancora, fino a quando il pedalò ha urtato finalmente contro la riva.
La pettorina strappata e il ritorno a riva
Quando Goudron è uscito dall’acqua, le zampe gli hanno ceduto per qualche istante. Solo allora è diventato evidente ciò che aveva sopportato durante il salvataggio. La pettorina arancione era strappata sul fianco sinistro, una cinghia laterale aveva ceduto e il moschettone si era piegato per la trazione, premendo contro la pelle.
Nel pelo nero c’era sangue mescolato all’acqua del lago. Goudron aveva tirato ferendosi, ma non si era fermato. La bagnina si è inginocchiata accanto a lui e gli ha posato una coperta termica sul dorso, la stessa che di solito viene usata per proteggere le persone soccorse dal freddo.
Il cane ha alzato gli occhi verso il padrone. Non sembrava cercare applausi o attenzioni. Era stanco, come se volesse soltanto accertarsi che tutti fossero rientrati.
La madre dei bambini è arrivata poco dopo, sconvolta. Si è inginocchiata davanti a Goudron e ha appoggiato una mano sulla sua testa bagnata. Il terranova ha chiuso gli occhi per un istante.
La pettorina è stata conservata: arancione, strappata, macchiata, con il moschettone piegato dalla forza necessaria per trascinare il pedalò. Goudron ora sta bene, è sotto cura e riposa. La sua nuotata resta però il dettaglio più chiaro di quella sera: un cane ha visto il pericolo prima degli altri e ha raggiunto due bambini mentre il vento li spingeva lontano dalla riva.