Il cane era stato picchiato e non riusciva più a dormire né a mangiare. Dopo tre mesi è tornato a correre.

Aveva undici ossa rotte, tremava continuamente e non riusciva a trovare una posizione che gli permettesse di riposare. Il cucciolo di Rottweiler era stato sottoposto a violenze gravissime quando è stato portato d’urgenza in una clinica veterinaria.

Le sue condizioni sono apparse subito critiche. Il dolore gli impediva di muoversi normalmente e rendeva difficile perfino alimentarsi. Spaventato, restava rannicchiato in un angolo e reagiva con diffidenza a ogni gesto.

Durante le prime valutazioni, qualcuno ha sostenuto che un Rottweiler “qualsiasi” non meritasse cure tanto impegnative. Di fronte ai costi dell’operazione, è stato anche osservato che con la stessa somma sarebbe stato possibile acquistare un altro cane.

La persona che lo aveva soccorso ha deciso invece di proseguire con le cure.

Il cucciolo di Rottweiler operato dopo le violenze

Il veterinario ha illustrato la gravità delle fratture e i rischi legati all’intervento. Il quadro clinico richiedeva un’operazione complessa, seguita da un lungo periodo di assistenza e riabilitazione.

Nonostante il dolore, il cucciolo cercava il contatto con chi si prendeva cura di lui. Quando riusciva a mangiare, appoggiava spesso la testa o una zampa sulla mano della persona rimasta al suo fianco.

Ogni sera, dopo il lavoro, la sua nuova proprietaria raggiungeva la clinica e restava accanto a lui, parlandogli a bassa voce. Anche il personale sanitario aveva notato la sua capacità di resistere, nonostante le condizioni in cui era arrivato.

L’intervento è riuscito. I giorni immediatamente successivi sono stati i più delicati, ma il cane ha iniziato gradualmente a reagire alle terapie.

La ripresa dopo l’operazione

Nelle settimane seguenti ha ricominciato prima a bere il latte e poi ad alimentarsi con maggiore regolarità. I movimenti erano ancora limitati, ma le sue condizioni miglioravano giorno dopo giorno.

Durante i pasti continuava a cercare la mano della proprietaria, mantenendo con lei un contatto costante. Quello che all’inizio era un animale terrorizzato ha iniziato lentamente a fidarsi dell’ambiente e delle persone che lo assistevano.

La riabilitazione è durata diversi mesi. Le fratture hanno richiesto controlli frequenti, riposo e un recupero graduale della mobilità.

Tre mesi dopo è tornato a correre

A tre mesi dall’operazione, il cucciolo ha ripreso a camminare e a correre. Gli è rimasta una lieve zoppia, conseguenza delle lesioni subite, ma non tale da impedirgli di giocare o muoversi liberamente.

Oggi segue la proprietaria in ogni stanza e trascorre gran parte della giornata accanto a lei. Il cane, sopravvissuto alle violenze e a undici fratture, ha recuperato una vita normale grazie all’intervento veterinario e alle cure ricevute nelle settimane successive.

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