I Cani e il loro mondo

Dolomiti, cane scende per 6,8 chilometri e guida i soccorsi dal padrone ferito

Tramontana, Bovaro del Bernese, ha raggiunto il rifugio Auronzo con il berretto del padrone caduto in montagna.

Alle 7:12 di lunedì mattina, davanti al rifugio Auronzo, nelle Dolomiti, è comparso un Bovaro del Bernese completamente bagnato, con le zampe sporche di fango e un berretto rosso stretto tra i denti. Il cane, Tramontana, non cercava riparo. Abbaiava verso la montagna e continuava a fare qualche passo indietro, come se volesse farsi seguire.

Il suo padrone, un pastore impegnato nella transumanza di primavera, si trovava 6,8 chilometri più in alto, alla Forcella di Lavaredo, a 2.280 metri di altitudine. Era caduto alle 5:17, riportando una frattura esposta alla caviglia. La nebbia rendeva difficile orientarsi e in quel punto non c’era segnale telefonico.

Tramontana arriva al rifugio Auronzo con il berretto rosso

A rendersi conto che non si trattava di un cane smarrito è stato il personale del rifugio Auronzo, appena aperto per la giornata. Tramontana, 42 chili di peso, respirava con fatica dopo la lunga discesa, ma non si fermava. Teneva in bocca un berretto di lana rosso, non come un gioco, ma come un oggetto da consegnare.

Il cane abbaiava, si voltava verso il sentiero e poi tornava a guardare gli uomini del rifugio. Un comportamento insistente, incompatibile con quello di un animale semplicemente disorientato. Da lì la decisione di seguirlo, portando con sé una radio e il necessario per avvisare i soccorsi.

Durante il tragitto, Tramontana ha guidato il piccolo gruppo lungo il sentiero. Avanzava nella nebbia, si fermava quando gli altri rallentavano e poi ripartiva. Conosceva la strada e sembrava tornare indietro solo per controllare che gli uomini fossero ancora dietro di lui.

Il pastore ferito alla Forcella di Lavaredo

Il pastore è stato trovato disteso contro una roccia, pallido e impossibilitato a camminare. La caduta gli aveva provocato una grave lesione alla caviglia e, senza telefono, non avrebbe potuto chiedere aiuto. In quelle condizioni, il tempo trascorso in quota e la nebbia avrebbero potuto complicare ulteriormente la situazione.

Appena raggiunto il padrone, Tramontana si è sdraiato accanto a lui e ha appoggiato la testa sul suo petto. Il cane, dopo aver percorso da solo quasi sette chilometri fino al rifugio, era tornato nel punto esatto in cui l’uomo era rimasto bloccato.

Il berretto rosso portato fino al rifugio è stato poi conservato dietro il bancone, accanto al libro di bordo. Sull’etichetta è stata annotata una frase: “Tramontana, 6 aprile 2026, 6:47.”

Un dettaglio semplice, rimasto come memoria di una mattina in cui un cane ha attraversato la nebbia per chiedere aiuto, guidando i soccorritori fino al padrone ferito in montagna.

Francesco Antonicelli

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