Considerato ingestibile per le continue fughe, il cane raggiungeva ogni volta il cimitero dove era sepolto il suo precedente proprietario.

Lunedì Rocco avrebbe dovuto lasciare la casa in cui viveva da appena tre settimane. La sua nuova proprietaria aveva già deciso di riportarlo indietro, convinta di non riuscire più a gestire le continue fughe.

Il cane, grande e robusto, non aveva mai distrutto mobili, abbaiato durante la notte o mostrato comportamenti aggressivi. Il problema emergeva quando restava solo: riusciva a superare qualsiasi recinzione e a trovare un varco anche nei cancelli apparentemente più sicuri.

Al rientro dal lavoro, la donna trovava spesso il cortile vuoto. Dopo alcune ore arrivava la telefonata di qualcuno che aveva riconosciuto Rocco a chilometri di distanza. Il cane veniva recuperato sporco, stanco e, in qualche occasione, con una zampa dolorante.

Alle spese per il recupero si aggiungeva la paura che prima o poi potesse essere investito o non tornare più.

«Non vuole proprio restare qui», aveva confidato alla sorella. «È uno che scappa.»

Rocco esce di casa e la proprietaria decide di seguirlo

La svolta è arrivata sabato, quando la donna è rimasta a casa per l’intera giornata. In tarda mattinata Rocco ha cominciato a muoversi nervosamente vicino alla porta.

Non sembrava voler uscire per giocare. Camminava avanti e indietro, guaiva piano e graffiava l’ingresso con insistenza. Il suo comportamento dava l’impressione che dovesse raggiungere un luogo preciso.

La proprietaria ha aperto la porta, ma questa volta non lo ha perso di vista. Ha deciso di seguirlo per capire dove andasse durante le sue fughe.

Rocco non ha raggiunto il parco e non ha iniziato a vagare tra le strade. Ha abbassato il muso e ha mantenuto una direzione precisa, ignorando rumori, persone e altri animali.

Il tragitto è proseguito per diversi chilometri. I due hanno attraversato una strada molto trafficata e poi una zona coperta da cespugli. Il cane avanzava senza esitazioni, come se conoscesse perfettamente il percorso.

La donna, sempre più preoccupata, ha continuato a seguirlo.

La corsa fino al vecchio cimitero

Dopo un lungo cammino, Rocco si è fermato davanti a un cimitero. Ha raggiunto un punto danneggiato della recinzione ed è passato attraverso l’apertura.

Una volta all’interno non si è diretto verso le tombe più recenti, ma ha continuato fino alla parte meno frequentata. L’erba era alta, le lapidi consumate e molte iscrizioni risultavano ormai difficili da leggere.

Davanti a una piccola tomba trascurata, il cane ha rallentato. Si è avvicinato alla pietra e si è sdraiato a terra.

L’agitazione mostrata durante la mattinata è scomparsa. Rocco è rimasto immobile, senza cercare un’altra via d’uscita e senza mostrare il desiderio di riprendere il cammino.

La proprietaria si è avvicinata e ha letto il nome inciso sulla lapide. Apparteneva a un uomo anziano.

In quel momento ha compreso che le fughe del cane non erano casuali. Rocco cercava di raggiungere la tomba di quello che, con ogni probabilità, era stato il suo precedente proprietario.

La decisione di non riportarlo indietro

Seduta nell’erba accanto al cane, la donna ha ripensato alle settimane precedenti. Ogni volta che Rocco superava la recinzione, percorreva probabilmente la stessa strada, con qualsiasi condizione atmosferica.

Non stava cercando di abbandonare la nuova casa. Continuava a tornare nel luogo in cui era rimasta l’unica traccia della persona con cui aveva vissuto.

Quando la proprietaria gli ha appoggiato una mano sul dorso, Rocco ha lasciato uscire un lungo respiro e ha posato la testa sulla sua gamba.

La decisione prevista per lunedì è stata annullata. Il cane resterà con lei.

La donna ha acquistato una pettorina più resistente e un guinzaglio lungo. Ha inoltre stabilito che ogni sabato accompagnerà Rocco al cimitero, evitando che debba affrontare nuovamente il percorso da solo e i rischi delle strade.

Il comportamento interpretato inizialmente come una continua volontà di fuga aveva una spiegazione diversa. Rocco non cercava un altro posto in cui vivere. Tentava di raggiungere la persona alla quale era rimasto legato.

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