Il cane, ritrovato tra Lione e Grenoble, aveva un microchip collegato a un’abitazione disabitata. Ora si chiama Nox.
Tremava sul bordo di una strada poco trafficata, incapace di allontanarsi dal punto in cui era stato lasciato. A notarlo, nel pomeriggio del 7 novembre 2025, è stata una donna in viaggio da Lione a Grenoble.
Il cucciolo, un giovane malinois, appariva disorientato e spaventato. Non aveva ferite evidenti, ma il suo comportamento lasciava intuire che fosse accaduto qualcosa poco prima.
La donna si è fermata e ha chiesto informazioni alle persone presenti nella zona. Un dipendente di una stazione di servizio e un venditore ambulante le hanno riferito che, intorno alle 23 della sera precedente, un’automobile avrebbe rallentato lungo la strada. Qualcuno avrebbe quindi lanciato il cane dal finestrino, per poi ripartire rapidamente.
Il cucciolo di malinois portato dal veterinario
Dopo averlo raccolto, la donna ha accompagnato immediatamente l’animale in una clinica veterinaria d’urgenza.
Gli accertamenti hanno escluso traumi importanti. Il cucciolo presentava soltanto alcuni graffi superficiali, mentre le sue condizioni generali risultavano stabili. A preoccupare maggiormente era il forte stato di paura.
Durante la visita, il veterinario ha verificato la presenza del microchip. Il dispositivo era regolarmente impiantato e conteneva i dati riconducibili a un precedente proprietario.
Per qualche minuto, il ritrovamento del microchip ha fatto pensare a uno smarrimento e alla possibilità che qualcuno stesse cercando il cane. Il numero telefonico registrato, però, non risultava più attivo.
L’indirizzo associato conduceva a un piccolo comune dell’Ardèche.
L’indirizzo del microchip porta a una casa abbandonata
La mattina seguente, la donna si è recata personalmente all’indirizzo indicato nei dati identificativi dell’animale.
L’abitazione era chiusa e murata. Secondo quanto appreso sul posto, la casa risultava disabitata da diversi anni. Non c’erano residenti ai quali chiedere informazioni né persone che potessero chiarire a chi appartenesse il cucciolo.
A quel punto sono iniziati i contatti con diversi rifugi che non praticano l’eutanasia. Nessuna struttura, tuttavia, aveva posti disponibili.
La risposta ricevuta è stata sempre la stessa: “Siamo al completo.”
Di fronte all’impossibilità di affidarlo a un’associazione, la donna ha deciso di tenerlo con sé.
Il nuovo nome e il timore di una richiesta di restituzione
Il cucciolo è stato chiamato Nox e ha iniziato a vivere nella sua nuova casa. Dopo l’abbandono lungo la strada, ha ricevuto cure, cibo e un ambiente stabile.
Rimane, tuttavia, il dubbio legato alla sua posizione formale. Il microchip risulta ancora collegato a dati non aggiornati e a un’abitazione ormai inutilizzata.
La donna teme che, in futuro, qualcuno possa presentarsi sostenendo di essere il proprietario del cane e chiedendone la restituzione. Per questo motivo, sarà necessario ricostruire ufficialmente la provenienza dell’animale e completare le procedure previste per aggiornare l’intestazione del microchip.
La certezza, per chi lo ha raccolto, è una sola: Nox non è stato sottratto a una famiglia. È stato trovato solo, impaurito e abbandonato lungo una strada.



