Il cane, appena un anno, è stato lasciato perché considerato troppo vivace. Nel rifugio ha incontrato l’uomo che ha deciso di portarlo via.
È rimasto fermo accanto al muro, senza abbaiare e senza tentare di seguire la donna che lo aveva appena lasciato.
Un Cairn Terrier di un anno, con il pelo fulvo, il muso scuro e le orecchie dritte, si è ritrovato improvvisamente solo all’interno del rifugio. Il guinzaglio era stato consegnato, la porta si era chiusa e la sua precedente proprietaria non si era più voltata.
Il cane non ha mostrato aggressività. Non ha rovesciato oggetti, non ha tirato e non ha ululato. Ha raccolto le zampe sotto il corpo e ha cercato di rendersi quasi invisibile.
Secondo quanto riferito dai volontari presenti, sembrava aver compreso immediatamente che quella separazione non sarebbe stata temporanea.
Il Cairn Terrier lasciato perché troppo vivace
Alla richiesta di spiegazioni, la precedente proprietaria non avrebbe indicato problemi di comportamento gravi.
Il cane non mordeva, non distruggeva la casa e non aveva manifestato episodi di aggressività. La donna avrebbe semplicemente ammesso di aver sottovalutato l’impegno necessario per occuparsi di un giovane Cairn Terrier.
Pensava che un cane di piccola taglia fosse più semplice da gestire. Tra il lavoro, i figli e le responsabilità domestiche, però, la sua energia e il bisogno costante di attenzione erano diventati difficili da sostenere.
Il problema, dunque, non era un comportamento anomalo.
Il cane era soltanto ciò che ci si può aspettare da un esemplare giovane della sua razza: curioso, intelligente, attivo e desideroso di partecipare alla vita familiare.
Per chi lo aveva accolto, quella presenza era diventata eccessiva. Per i volontari, invece, davanti a loro c’era un animale confuso che tentava di non commettere alcun errore per evitare un nuovo rifiuto.
Lo sguardo rivolto continuamente alla porta
Nelle prime ore all’interno della struttura, il Cairn Terrier ha seguito con gli occhi ogni persona che attraversava la stanza.
La coda si è mossa soltanto una volta, quando una volontaria si è accovacciata a poca distanza e ha iniziato a parlargli con tono calmo. Nessuno ha cercato di prenderlo immediatamente o di costringerlo al contatto.
I volontari si sono seduti sul pavimento e hanno appoggiato una coperta sulle proprie ginocchia. Il cane, però, continuava a osservare l’ingresso.
Sembrava attendere il ritorno della donna che lo aveva accompagnato fin lì.
La porta non si è più aperta.
Dopo diversi minuti, l’animale ha iniziato ad avvicinarsi. Lo ha fatto lentamente, con il ventre basso e movimenti prudenti. Prima ha poggiato le zampe anteriori sulla coperta. Poi è salito sulle ginocchia della volontaria e ha nascosto la testa sotto il suo braccio.
A quel punto, la tensione accumulata ha lasciato spazio alla stanchezza.
Il corpo si è rilassato, anche se continuava a tremare. Quando la volontaria ha iniziato ad accarezzargli la schiena, la coda ha ripreso a muoversi.
L’incontro con l’uomo che aveva perso il suo cane
Nel pomeriggio è entrato nel rifugio un uomo che cercava un nuovo compagno.
Aveva perso il proprio cane pochi mesi prima e, secondo il racconto, non riusciva più a sopportare il silenzio della casa. Non chiedeva un animale particolarmente tranquillo o facile da gestire. Desiderava un cane affettuoso, presente e con un carattere riconoscibile.
I volontari lo hanno accompagnato dal Cairn Terrier.
Il cane non gli è corso incontro. È rimasto a osservarlo, mantenendo una certa distanza. Anche l’uomo ha evitato di chiamarlo o di tentare subito di accarezzarlo.
Si è seduto sul pavimento e ha aspettato.
Dopo pochi secondi, il Terrier si è avvicinato, ha annusato la sua mano e si è fermato per un istante. Poi si è sistemato contro il suo petto.
L’uomo ha appoggiato una mano sul dorso dell’animale e ha pronunciato soltanto una frase:
“Va bene. Vieni, andiamo a casa.”
L’adozione avvenuta nello stesso giorno
L’uomo non avrebbe chiesto quanto tempo sarebbe servito al cane per adattarsi né se avrebbe creato difficoltà nella vita quotidiana.
Aveva davanti un animale appena abbandonato, ancora spaventato ma disposto a fidarsi nuovamente. È stato sufficiente per decidere di adottarlo.
Quella stessa sera, il Cairn Terrier non ha dormito in una struttura di passaggio. È arrivato in un soggiorno tranquillo e si è sistemato su un divano, accanto alla persona che aveva scelto di accoglierlo conoscendo già il suo carattere e le sue necessità.
In poche ore, il cane aveva perso la famiglia che lo considerava troppo impegnativo e ne aveva trovata un’altra pronta ad accettarlo senza chiedergli di essere diverso.



