Luna è ricomparsa allo stremo davanti alla porta di casa. Dopo il ricovero d’urgenza, ha iniziato una lenta e difficile ripresa.

Per quarantanove giorni la sua famiglia ha continuato a cercarla, anche quando il freddo e il trascorrere delle settimane lasciavano ormai poco spazio alla speranza.

Poi, poco prima dell’alba, un rumore debole e irregolare è arrivato dallo zerbino.

Quando la porta si è aperta, Luna era lì. Non riusciva a stare in piedi. Era accasciata sulla soglia, con il corpo gelato, il pelo bianco coperto di fango e le zampe ferite. Aveva perso quasi un terzo del suo peso e respirava con grande difficoltà.

La piccola Bichon Havanais era riuscita a tornare a casa dopo sette settimane trascorse all’aperto durante una delle fasi più rigide dell’inverno.

Ha provato persino a muovere la coda.

Pochi minuti dopo è stata avvolta in una coperta e trasportata d’urgenza in una clinica veterinaria.

Luna scompare dopo pochi minuti fuori casa

La cagnolina era abituata a vivere esclusivamente in appartamento, tra ambienti riscaldati, coperte e la presenza costante della famiglia.

La notte della scomparsa, una porta rimasta chiusa male e il continuo passaggio di persone nell’ingresso le hanno permesso di uscire senza essere notata. Quando i familiari si sono accorti della sua assenza, hanno immediatamente controllato le scale, il parcheggio e le strade circostanti.

Anche un bambino della famiglia ha insistito per partecipare alle ricerche. Non voleva restare in casa mentre gli altri chiamavano il nome di Luna nel buio e nel freddo.

Le prime ore, però, non hanno dato alcun risultato.

Nei giorni successivi sono stati affissi volantini, avvisati i residenti della zona e contattati veterinari, negozi e toelettatori. Sono stati controllati garage, cortili, cantine e terreni incolti.

Ogni segnalazione riaccendeva la speranza. Ogni falso avvistamento rendeva l’attesa più difficile.

La sagoma ripresa dopo 35 giorni

Dopo cinque settimane, una telecamera installata vicino a un cancello ha registrato una piccola figura biancastra in fondo a una strada.

Il video era breve e poco nitido, ma la famiglia ha riconosciuto il modo di camminare della cagnolina. La sagoma avanzava lentamente e in modo irregolare, prima di scomparire dietro alcune automobili.

Per la prima volta c’era la conferma che Luna fosse ancora viva e si trovasse nella zona.

Le ricerche sono quindi ripartite con maggiore intensità. Vicino all’abitazione sono stati lasciati cibo e una coperta con odori familiari. Ogni possibile riparo è stato controllato più volte.

La cagnolina, tuttavia, non si lasciava avvicinare e non veniva più intercettata.

Fino al quarantanovesimo giorno.

Il ritorno davanti alla porta di casa

Il rumore contro la porta non sembrava un vero graffio.

Era più simile allo sfregamento di un corpo sul pavimento. Quando i familiari hanno aperto, hanno trovato Luna con il muso appoggiato a terra e le zampe ripiegate sotto il corpo.

Non riusciva più a camminare.

Il pelo, normalmente bianco e setoso, era sporco e incollato alla pelle. I fianchi si abbassavano visibilmente a ogni respiro, mentre sotto il mantello erano evidenti le costole e le ossa del bacino.

I cuscinetti presentavano ferite aperte. La temperatura corporea era molto bassa e la cagnolina appariva incapace di mangiare o bere normalmente.

Prima della scomparsa pesava poco più di sei chili. Al momento del ricovero, la bilancia segnava appena quattro chili.

Il ricovero per ipotermia e malnutrizione

Gli accertamenti hanno evidenziato ipotermia, grave disidratazione e malnutrizione estrema.

Anche il livello di glucosio risultava instabile. Le vene erano collassate e l’inserimento del catetere si è rivelato particolarmente complicato. I veterinari hanno dovuto iniziare le terapie con grande cautela, perché un’alimentazione troppo rapida avrebbe potuto provocare ulteriori danni.

Luna è stata riscaldata gradualmente, sottoposta a flebo e monitorata costantemente. Quando la respirazione ha iniziato a indebolirsi, è stato necessario ricorrere all’ossigeno.

La prima notte è trascorsa senza certezze.

Il giorno successivo, la cagnolina non era ancora in grado di tenere sollevata la testa. Quando i familiari sono entrati nella stanza, però, ha mosso leggermente le orecchie riconoscendo le loro voci.

Il terzo giorno ha accettato una piccola quantità di nutrimento liquido. Il quarto ha avuto una ricaduta, con vomito e un nuovo abbassamento della temperatura.

I medici hanno temuto anche l’insorgenza di una grave infezione.

I primi segnali di ripresa

Il quinto giorno Luna ha bevuto spontaneamente.

Il giorno seguente ha cominciato a reagire quando veniva chiamata. Il settimo ha raccolto le zampe sotto il corpo ed è riuscita a restare sollevata per pochi secondi.

La convalescenza è proseguita tra medicazioni, disturbi intestinali, tremori e nuove difficoltà respiratorie. Nonostante le ricadute, la cagnolina ha iniziato a mangiare piccoli quantitativi di pâté e a compiere qualche passo con l’aiuto del personale.

Anche gli esami hanno mostrato un graduale miglioramento.

Le ferite ai cuscinetti hanno iniziato a rimarginarsi, lo sguardo è diventato più vigile e il peso ha ripreso lentamente a salire.

Durante una visita della famiglia, Luna è riuscita a emettere un debole suono. Era la prima volta che faceva sentire nuovamente la propria voce dal momento del ritrovamento.

Il ritorno definitivo a casa

Dopo il ricovero, i veterinari hanno autorizzato il rientro nell’abitazione.

La gestione delle prime settimane è stata impegnativa: farmaci, controlli, pasti suddivisi durante la giornata e coperte cambiate frequentemente. Il corpo della cagnolina portava ancora i segni del freddo e della denutrizione.

Il recupero, però, è proseguito.

Dopo due settimane Luna seguiva nuovamente i familiari nelle stanze. Dopo tre ha ricominciato a cercare il contatto e a chiedere di essere presa in braccio.

Un mese dopo ha ripreso a giocare con un vecchio peluche.

Una mattina si è rotolata sulla schiena sul tappeto del soggiorno, ripetendo un gesto che non compiva da prima della scomparsa.

I quarantanove giorni trascorsi all’aperto hanno lasciato conseguenze fisiche e comportamentali. Ma la piccola Bichon Havanais ha superato la fase più critica ed è tornata alla sua quotidianità.

Non era rientrata a casa per morire.

Era tornata per restare.

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