Il cane, affidato a una coppia una settimana prima, è stato recuperato da un volontario mentre veniva condotto in una struttura comunale.

Era uscito dal rifugio appena una settimana prima, accompagnato da promesse di pazienza e stabilità. Apollo, Pit Bull di dieci anni dal mantello fulvo e bianco, è invece tornato sotto la responsabilità dell’associazione che lo aveva affidato dopo una permanenza segnata da continui spostamenti e dall’interruzione improvvisa dell’adozione.

La vicenda è emersa quando la coppia affidataria ha contattato i volontari riferendo che il cane “non stava bene”. L’associazione ha immediatamente organizzato, a proprie spese, una visita veterinaria completa con analisi del sangue, radiografie e accertamenti clinici.

Gli esami non hanno evidenziato malattie, ferite o condizioni di sofferenza fisica. Il cuore e le condizioni generali di Apollo sono risultati compatibili con la sua età. L’unico intervento programmato è stato una castrazione ordinaria.

Apollo spostato tra casa, garage e altre sistemazioni

A preoccupare i volontari non sono state le condizioni fisiche del cane, ma quanto accaduto durante i pochi giorni trascorsi lontano dal rifugio. Secondo quanto ricostruito dall’associazione, Apollo non avrebbe avuto il tempo di abituarsi a un ambiente stabile.

Il Pit Bull avrebbe trascorso una notte in un soggiorno per lui sconosciuto, diverse ore da solo dietro una porta e un periodo all’interno di un garage. Sarebbe stato poi trasferito in un’altra sistemazione, senza poter costruire una routine costante.

Una situazione particolarmente complessa per un animale anziano, reduce da una lunga permanenza in rifugio e bisognoso di tempi graduali per conoscere persone, spazi e abitudini della nuova casa.

La coppia ha riferito anche due momenti di tensione con il cane già presente nell’abitazione. Non risultano però morsi, animali feriti o interventi veterinari. Gli stessi affidatari avrebbero riconosciuto che, in altre circostanze, Apollo era rimasto calmo e aveva cercato di evitare il confronto.

Per l’associazione, le reazioni sarebbero state legate allo stress accumulato e alla mancanza di un inserimento progressivo, più che a una reale pericolosità dell’animale.

La decisione di interrompere subito l’adozione

Dopo la visita veterinaria, i volontari avevano proposto di predisporre un percorso di accompagnamento, coinvolgendo eventualmente un educatore e rallentando l’inserimento tra i due cani. La coppia, tuttavia, avrebbe comunicato di non voler proseguire l’esperienza.

L’associazione aveva quindi chiesto il tempo necessario per trovare una pensione temporanea e organizzare il rientro senza sottoporre Apollo a un ulteriore spostamento improvviso. Gli affidatari avrebbero risposto che, se necessario, avrebbero provveduto personalmente a portarlo altrove.

Poco dopo, senza attendere nuove indicazioni, la coppia si sarebbe diretta verso una struttura comunale con l’intenzione di consegnare il cane. Il trasferimento non è stato accettato perché il microchip risultava ancora intestato all’associazione e la pratica di adozione non era stata formalmente completata.

Un volontario ha lasciato il posto di lavoro e ha attraversato la città per recuperare Apollo, evitando che trascorresse un’altra notte in una sistemazione non concordata.

Il recupero e il trasferimento in pensione

Il Pit Bull è stato infine accolto da una pensione che ha messo a disposizione uno spazio tranquillo con pochissimo preavviso. Le sue condizioni emotive, secondo il racconto dei volontari, restano però delicate.

Apollo mangia poco, mantiene lo sguardo basso e trascorre gran parte del tempo sdraiato. Comportamenti che l’associazione collega ai numerosi cambiamenti subiti in pochi giorni e alla perdita improvvisa dei riferimenti appena conosciuti.

I volontari dovranno ora lavorare per ristabilire una routine e valutare con attenzione un eventuale nuovo affidamento. L’obiettivo sarà individuare una famiglia consapevole delle esigenze di un cane anziano e disponibile a rispettare tempi di adattamento che possono essere lunghi.

Nel messaggio diffuso al termine dell’intervento, l’associazione ha ribadito la propria posizione: “Apollo non ha fallito con nessuno. Sono stati degli esseri umani a fallire con Apollo”.

I volontari hanno quindi rivolto direttamente al cane una promessa: “Tu non sei usa e getta. Meritavi di meglio. E noi non ti abbandoneremo mai”.

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