Pixel, un jack russell di otto anni, è stato trovato disidratato al livello -3 e salvato dopo nove giorni nell’abitacolo.
Era rannicchiato sul sedile posteriore di una citycar grigia, parcheggiata da giorni al livello -3 di un’autorimessa sotterranea. L’auto non aveva targhe e sembrava un veicolo abbandonato. Solo avvicinandosi al parabrezza, la custode del parcheggio ha notato due occhi fissi nel buio.
Dentro c’era Pixel, un jack russell di otto anni. Secondo il racconto della donna, il cane era rimasto chiuso nell’abitacolo per nove giorni, dal 16 maggio, senza finestrini aperti e senza possibilità di uscire.
La scoperta è avvenuta mentre la custode stava applicando un avviso di rimozione forzata. L’auto, una citycar grigia lasciata di traverso in fondo alla fila C, era stata già segnalata dai colleghi come un relitto privo di proprietario.
Pixel trovato nell’auto al livello -3
La donna, che lavora nel parcheggio da dodici anni, ha visto il cane muoversi appena sul sedile posteriore. In un primo momento aveva pensato a una borsa o a un peluche. Poi ha notato il respiro affannoso, la lingua secca e gli occhi arrossati.
Pixel non riusciva più ad abbaiare. Apriva la bocca senza emettere suoni e mostrava evidenti difficoltà nel reggersi sulle zampe.
Sul veicolo mancavano entrambe le targhe. Gli alloggiamenti erano vuoti e, secondo la testimonianza della custode, le viti risultavano rimosse con attenzione. Un dettaglio che ha fatto pensare a un abbandono organizzato e non a una semplice sosta prolungata.
La donna ha immediatamente chiamato i vigili del fuoco e la polizia. Nell’attesa è rimasta accanto al finestrino, tenendo il palmo appoggiato al vetro. Il cane si è trascinato fino al cristallo e ha poggiato il muso nello stesso punto.
Il salvataggio nel parcheggio sotterraneo
Quando l’auto è stata aperta, dall’abitacolo è uscito un forte odore di urina e aria stagnante. Pixel ha provato ad alzarsi, ma le zampe gli sono scivolate sul sedile. La custode lo ha quindi preso in braccio.
Il cane era molto leggero e tremava. Non ha tentato di mordere né di allontanarsi. Ha appoggiato la testa sotto il mento della donna ed è rimasto fermo fino all’arrivo dei soccorsi.
Trasferito in una struttura veterinaria, è stato sottoposto alle prime cure. I medici hanno riscontrato disidratazione, sfinimento e un forte stato di stress. Ha trascorso la notte sotto flebo.
Il giorno successivo, durante la visita della custode, Pixel ha sollevato la testa riconoscendola e ha mosso lentamente la coda sulla coperta.
Il cane accolto dalla custode
Dopo le cure, Pixel è stato accolto in casa dalla donna che lo aveva trovato. Continua a mostrare paura per gli ascensori e si rifiuta di salire in automobile, conseguenze compatibili con quanto vissuto nel parcheggio.
La sera, però, ha ripreso tra i denti il suo vecchio pallone e lo ha lasciato ai piedi della custode. Un primo segnale di ripresa dopo i nove giorni trascorsi nel buio dell’autorimessa.
Nel racconto non vengono indicati il luogo dell’accaduto, l’identità del proprietario del veicolo né gli eventuali sviluppi delle indagini. Restano da chiarire chi abbia abbandonato l’auto, chi abbia rimosso le targhe e chi abbia lasciato Pixel chiuso al suo interno.



