La cagnolina di 12 anni aspettava ancora ogni giovedì la sua vecchia proprietaria. Una stagista ha deciso di rinviare l’eutanasia e adottarla.

Il modulo era già stato firmato e timbrato. Brioche, dodici anni, era stata inserita tra gli animali destinati all’eutanasia quando una giovane stagista del rifugio ha notato un comportamento insolito: invece di guardare verso la porta del box, la cagnolina continuava a fissare l’orologio del corridoio.

La ragazza lavorava nella struttura da appena tre settimane e quel giovedì aveva il compito di riordinare le cartelle prima della chiusura. Tra i documenti trovò anche quello di Brioche, già predisposto per la procedura.

La cagnolina, però, non appariva agitata. Restava seduta sulla coperta, osservando l’orologio e reagendo al movimento delle lancette più che ai rumori provenienti dal corridoio.

Brioche e quell’appuntamento del giovedì alle 17

Consultando nuovamente la documentazione, la stagista trovò un dettaglio che cambiò il corso di quella giornata.

Brioche aveva trascorso gli ultimi tre anni passando da una sistemazione all’altra. Nella sua cartella compariva una nota: «restituita, motivo: trasloco — la vecchia padrona passava il giovedì alle 17».

Quelle visite, inizialmente regolari, con il tempo erano diventate sempre più sporadiche, fino a interrompersi del tutto. La cagnolina, tuttavia, sembrava aver mantenuto la stessa abitudine.

Ogni giovedì, nel tardo pomeriggio, si avvicinava alla grata del box portando con sé una vecchia pallina da tennis, consumata e custodita gelosamente.

Quel giorno erano le 16.41 quando la stagista decise di intervenire.

Il modulo già firmato venne spostato in fondo alle pratiche da riesaminare. Nessuno nella struttura contestò quella scelta. Una volontaria cambiò l’acqua della ciotola, mentre un operatore rallentò il passo davanti al box.

Alle 17 diverse persone rimasero nel corridoio.

Brioche si avvicinò alla grata e posò davanti a sé la sua pallina. Aspettò per alcuni minuti. Nessuno si presentò.

Poi spinse lentamente il gioco verso la scarpa della stagista.

L’adozione e una nuova casa

Da quel giorno Brioche non ha più lasciato la ragazza.

La stagista ha deciso di adottarla, portandola nella propria abitazione e interrompendo definitivamente il percorso che avrebbe dovuto condurla all’eutanasia.

Una vecchia abitudine, però, è rimasta.

Ogni giovedì, intorno alle 17, Brioche si avvicina alla porta di casa con la stessa pallina consumata tra le zampe. Continua ad attendere per qualche minuto, come faceva nel rifugio.

Nessuno arriva, ma oggi quell’attesa non avviene più dietro le sbarre di un box.

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