Il cane era rimasto intrappolato dopo il crollo di un edificio. I soccorritori lo hanno estratto vivo dopo quasi un mese.

Per 29 giorni Beyli è rimasto sepolto sotto calcinacci e detriti. Il barboncino era rimasto intrappolato dopo il crollo di un edificio in Venezuela, in seguito ai terremoti che avevano colpito l’area.

Quando le squadre di soccorso hanno individuato segnali di vita sotto le macerie, la possibilità di trovare ancora qualcuno vivo sembrava ormai remota. Invece, tra gli spazi lasciati dal crollo, c’era proprio il piccolo cane.

Beyli ritrovato vivo dopo 29 giorni

Il recupero è avvenuto al termine di un intervento particolarmente delicato. I soccorritori sono riusciti a localizzare Beyli e a raggiungerlo attraverso i detriti accumulati dopo il cedimento della struttura.

Una volta estratto, il cane appariva fortemente provato e affamato, ma ancora vivo nonostante il lungo periodo trascorso in condizioni estreme.

La sopravvivenza per quasi un mese sotto le macerie ha sorpreso le squadre impegnate nell’operazione e ha reso necessario un immediato controllo delle sue condizioni.

Il recupero tra i detriti dell’edificio crollato

Per individuare il barboncino sono stati utilizzati gli strumenti impiegati nelle ricerche tra le macerie e il supporto delle unità impegnate nelle operazioni di soccorso.

La presenza di piccoli spazi all’interno della struttura crollata potrebbe aver permesso a Beyli di resistere per un periodo così lungo, anche se restano da chiarire le condizioni esatte in cui è riuscito a sopravvivere.

Il cane è stato quindi affidato alle cure necessarie dopo l’estrazione.

Quasi un mese senza essere raggiunto

Il ritrovamento di Beyli è arrivato quando erano ormai trascorse quattro settimane dal crollo.

Operazioni di questo tipo vengono generalmente concentrate nelle prime fasi successive a un terremoto, ma casi eccezionali dimostrano come possano esistere sacche d’aria e spazi capaci di proteggere persone e animali per periodi molto più lunghi del previsto.

Per il barboncino, il recupero ha segnato la fine di 29 giorni trascorsi sotto le macerie e l’inizio delle cure necessarie per affrontare le conseguenze della lunga permanenza tra i detriti.

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