La cagnolina della scuola si è avvicinata all’alunno, ha appoggiato la testa sulla sua spalla e lo ha aiutato a calmarsi.

Durante una lezione, un bambino appariva stanco e sotto pressione, chino sui quaderni e concentrato sul lavoro.

Poi è arrivata Biscottina, una cagnolina abituata a muoversi liberamente negli spazi della scuola e ormai diventata una presenza familiare tra gli alunni.

Vedendo il bambino in difficoltà, si è avvicinata al banco.

La testa sulla spalla e il silenzio

Biscottina è salita accanto a lui e ha appoggiato la testa sulla sua spalla.

Non ha abbaiato, non ha cercato di giocare. È rimasta semplicemente lì, con gli occhi chiusi, mentre il bambino continuava a scrivere.

Secondo il racconto, dopo qualche minuto il suo atteggiamento è cambiato. La tensione si è attenuata e il piccolo ha proseguito il lavoro con maggiore calma.

L’insegnante decide di non interrompere

La scena non è stata fermata.

L’insegnante ha preferito lasciare Biscottina accanto al bambino, riconoscendo in quella presenza tranquilla qualcosa che in quel momento sembrava aiutarlo.

La cagnolina non poteva certamente capire compiti, verifiche o difficoltà scolastiche.

Ma ha fatto ciò che spesso gli animali sanno fare meglio: restare vicino.

E per quel bambino, almeno in quel momento, è bastato.

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