Erano troppo piccoli per capire perché fossero rimasti soli. Quando li hanno trovati, si stringevano insieme per non perdere calore.

Erano tutti rannicchiati nello stesso angolo, stretti l’uno all’altro come un unico piccolo corpo.

Avevano gli occhi ancora semichiusi, le zampe minuscole e il respiro rapido. Erano stati abbandonati e, quando sono stati trovati, alcuni di loro si muovevano appena.

Il freddo e la paura li avevano spinti a cercarsi continuamente. Restare uniti era l’unico modo che conoscevano per proteggersi.

Poi sono arrivate delle mani pronte a raccoglierli.

Uno alla volta, i cuccioli sono stati avvolti nelle coperte e portati al caldo. Alcuni emettevano piccoli gemiti, altri cercavano istintivamente qualcosa da succhiare o si aggrappavano alle mani di chi li stava soccorrendo.

Sono cominciati così i primi pasti, le prime ore di sonno al sicuro e le prime carezze.

Nei giorni successivi il cambiamento è diventato sempre più evidente. I più deboli hanno recuperato energie, quelli più timidi hanno iniziato a muoversi e poi a giocare.

Oggi quei cuccioli non tremano più.

Corrono, si mordicchiano e continuano ad addormentarsi uno sopra l’altro, ma non più per difendersi dal freddo.

Ora sono al sicuro e, per ciascuno di loro, il prossimo passo sarà trovare finalmente una famiglia e una casa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *