Calmo e silenzioso, restava sempre nello stesso angolo del box. Un giorno una mano tesa ha cambiato la sua attesa.

Passava le giornate seduto nello stesso angolo del box, con lo sguardo basso e una vecchia pallina consumata davanti alle zampe.

Era diventata il suo unico oggetto familiare. Ogni tanto la spingeva piano con il muso, poi tornava ad aspettare.

I volontari lo descrivevano come un cane adulto, tranquillo e dolce. Non abbaiava per attirare l’attenzione e non saltava contro le grate. Quando qualcuno passava davanti al box, però, sollevava la testa e seguiva quei passi con lo sguardo.

Poi arrivò una persona che decise di fermarsi.

All’inizio il cane rimase immobile. Osservò quella mano tesa con prudenza, poi si avvicinò lentamente e vi appoggiò sopra una zampa.

La decisione arrivò poco dopo: sarebbe stato adottato.

Quando la porta del box si aprì, non corse fuori. Uscì con calma, quasi esitante, portando con sé anche la sua pallina.

Durante il viaggio verso casa la tenne ancora tra le zampe.

Oggi quel cane corre in giardino, gioca e ha finalmente ritrovato una quotidianità lontana dalle sbarre. La pallina, però, è rimasta con lui.

A volte, la sera, la porta ancora vicino alla persona che lo ha adottato e si addormenta con la testa appoggiata sulla sua gamba.

Dopo settimane trascorse ad aspettare, questa volta non deve più guardare ogni passo sperando che qualcuno venga a prenderlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *