Era grande quanto una mano, affamato e terrorizzato. Oggi riposa tranquillo, al caldo, nella casa di chi ha deciso di fermarsi.
Quando lo ha trovato, il gattino era rannicchiato in un angolo e tremava.
Era minuscolo, debole e miagolava appena. Chi si è fermato davanti a lui ha scelto di avvicinarsi lentamente, senza movimenti bruschi.
All’inizio il piccolo è arretrato.
Poi, dopo qualche istante, ha fatto un passo avanti e ha appoggiato la fronte contro la mano che gli era stata tesa.
Da lì è cominciato tutto.
Il gattino è stato preso in braccio, avvolto in una giacca e portato a casa. Durante il viaggio si è addormentato contro il petto della persona che lo aveva raccolto.
I primi giorni, però, non sono stati semplici. Aveva paura dei rumori e delle ombre e mangiava molto velocemente, come se temesse che il cibo potesse sparire da un momento all’altro.
Poco alla volta ha iniziato a rilassarsi.
Ha imparato a lasciarsi accarezzare, a dormire sotto una coperta e a restare tranquillo anche nel silenzio della casa.
Oggi quel cambiamento si vede soprattutto quando dorme.
Il respiro è lento, il corpo rilassato e le fusa accompagnano il sonno.
Il gattino che tremava in un angolo ora riesce finalmente a riposare senza fame, senza freddo e senza dover cercare un posto dove nascondersi.


