La cagnolina era sotto flebo e riceveva cure per le difficoltà respiratorie. La donna che viveva con lei racconta le ore successive alla perdita.

Coco era rimasta dal veterinario per la notte, in osservazione. Riceveva flebo e cure per aiutarla a respirare. Poi è arrivata la telefonata che la donna che l’aveva affidata ai sanitari non avrebbe voluto ricevere: la cagnolina non ce l’aveva fatta.

A raccontarlo è lei stessa, in un messaggio scritto poco dopo la notizia. Riferisce che Coco era ormai esausta e che si è spenta nonostante i trattamenti. Nel testo non viene indicata la malattia che aveva reso necessario il ricovero.

Davanti alla sua fotografia, la donna fatica ad accettare quello che è accaduto. Scrive di rivederne il muso ogni volta che chiude gli occhi. Sono trascorse poche ore dalla separazione per le cure, e ora deve tornare a riprenderla.

Il suo ricordo si concentra sui sette anni vissuti insieme. Non racconta episodi eccezionali, ma gesti che si ripetevano nella quotidianità: la coda che scodinzolava, le attenzioni della cagnolina, il modo in cui reagiva alla sua voce. Sono questi i particolari che richiama mentre prova a descriverne l’assenza.

«Oggi la casa è silenziosa, e quel silenzio pesa», scrive. Al dolore affianca un pensiero che le offre conforto: l’idea che Coco non soffra più.

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