Trovato in strada magro e spaventato, era stato accolto e curato. L’incontro con un visitatore si è concluso con il viaggio verso casa.
Mentre gli altri cani attiravano l’attenzione, lui rimaneva seduto in un angolo della gabbia, con la testa abbassata. Non abbaiava e non saltava. Proprio quel cane silenzioso ha colpito una persona arrivata al rifugio, che si è fermata davanti a lui e ha chiesto di conoscere la sua storia.
Gli hanno raccontato che era stato trovato a vagare per le strade, magro, con il pelo arruffato e impaurito anche dai piccoli rumori. Una volta accolto, aveva ricevuto cibo e cure. Nel frattempo, altri cani erano stati adottati, mentre per lui l’attesa continuava. Il racconto non precisa quanto tempo avesse trascorso nella struttura prima di quell’incontro.
Il visitatore si è inginocchiato davanti alla gabbia. Il cane non ha sollevato subito la testa; l’uomo ha allora allungato una mano e pronunciato piano il suo nome. Nel suo sguardo ha colto un cambiamento, che ha interpretato come un primo segnale di apertura. «In quel momento ho capito che non potevo andarmene senza di lui», racconta.
Alla visita è seguito il viaggio verso casa. Sul sedile del passeggero, il cane guardava fuori dal finestrino e, di tanto in tanto, rivolgeva gli occhi verso la persona che lo aveva scelto. Il tragitto, ricorda l’uomo, è trascorso in silenzio.


