Il personale la trova al mattino, tremante dopo una notte al freddo. La struttura era chiusa: nessuno aveva chiamato o lasciato un messaggio.
La gabbia era fuori dal rifugio e dentro c’era una American Bully che tremava. Il personale l’ha trovata all’arrivo, al mattino, dopo che la cagnolina aveva trascorso la notte al freddo. Accanto a lei non c’erano biglietti. Nessuna telefonata o messaggio aveva avvertito del suo arrivo.
Il suo corpo era rigido e la gabbia sporca. Gli operatori l’hanno sollevata e avvolta in una coperta calda, tenendola tra le braccia. La descrivono come ancora spaventata, ma dolce durante quel primo contatto.
A separarla dall’aiuto erano state le ore di chiusura. Il rifugio non è presidiato durante la notte: lasciare un animale davanti alla struttura non significa che qualcuno possa accorgersene e prenderlo subito in custodia.
Il personale ha ricordato che, in passato, altri animali lasciati all’esterno sono rimasti feriti o hanno subito attacchi da parte della fauna selvatica. È per questo che, insieme al racconto del ritrovamento, ha ribadito gli orari di apertura: dalle 7 alle 16.
Chi deve consegnare un animale o accompagnare un randagio viene invitato a presentarsi quando gli operatori sono sul posto. «Non rifiuteremo mai un animale in difficoltà quando siamo presenti», assicurano dal rifugio.
Per la cagnolina, il soccorso è arrivato con l’apertura del mattino. Resta ora da affrontare quanto accaduto durante la notte: le telecamere della struttura hanno registrato la scena e il rifugio ha annunciato che verranno avviate procedure per l’abbandono.


