Resta in silenzio e guarda chi arriva. Per lei si cerca una persona pronta ad accoglierla con pazienza e a darle una casa.
Quando qualcuno entra nella stanza, Mipha non abbaia. Guarda la persona appena arrivata, con gli occhi grandi e le zampette tremanti. Il suo pelo è un po’ arruffato. Sono questi i dettagli con cui viene presentata mentre aspetta una famiglia.
Il primo incontro con lei comincia così, senza un richiamo. Chi arriva trova una cagnolina silenziosa che rivolge lo sguardo verso di sé. L’appello per la sua adozione parte proprio da quel momento: dalla possibilità che qualcuno si fermi a conoscerla.
Del suo passato non vengono raccontati episodi precisi. Il tremore viene descritto, ma non ci sono informazioni sufficienti per ricostruire ciò che abbia vissuto. La richiesta riguarda soprattutto il suo futuro e la possibilità di lasciare il luogo in cui si trova per entrare in una casa.
Per Mipha si cerca una persona paziente, disposta ad accoglierla e a dedicarle attenzione. Chi la presenta insiste sulla delicatezza del suo modo di stare davanti agli altri e desidera che quella presenza discreta venga notata.
Le domande immaginate nell’appello esprimono la speranza di chi cerca una famiglia per lei. Mipha, intanto, resta la cagnolina che guarda in silenzio chi entra nella stanza.
Non è ancora annunciato un incontro con un possibile adottante, né una partenza verso casa. La sua attesa continua: ha un nome, Mipha, e un appello aperto per trovare qualcuno che la accolga.


