Erano magri, sporchi e impauriti. Dal veterinario è emersa una storia di malnutrizione, parassiti e vecchie ferite.
Erano rannicchiati dietro un cassonetto, in un angolo buio, così vicini da sembrare quasi un unico corpo.
La mattina era fredda e i due cani tremavano. Uno, il più grande, teneva il corpo vicino a quello più piccolo, che restava nascosto contro il suo collo.
Quando la persona che li ha trovati si è avvicinata, nessuno dei due ha reagito con aggressività. Il più grande ha sollevato la testa e ha seguito ogni movimento, mentre l’altro continuava a tremare.
Poi è arrivato il contatto.
Una mano tesa lentamente, qualche istante di esitazione e infine la possibilità di sollevarli senza che opponessero resistenza.
Anche durante il viaggio in macchina i due sono rimasti stretti l’uno all’altro.
La visita veterinaria ha mostrato condizioni difficili: malnutrizione, parassiti e vecchie ferite. Secondo quanto riferito, è possibile che fossero rimasti soli per settimane.
Quello che colpiva, però, era soprattutto il loro legame.
Anche dopo essere stati portati al sicuro, hanno continuato a cercarsi. Dormono insieme, spesso rannicchiati nella stessa posizione in cui erano stati trovati. A volte uno appoggia una zampa sull’altro, mentre il più grande continua a mostrarsi particolarmente protettivo verso il compagno più fragile.
Con il passare dei giorni sono arrivati anche altri cambiamenti.
Hanno ripreso a mangiare regolarmente, hanno cominciato a fidarsi delle persone e oggi corrono incontro a chi li ha salvati quando rientra a casa.
Il loro rapporto, invece, non è cambiato.
Dal cassonetto alla cuccia, dalla paura dei primi momenti alle giornate trascorse al sicuro, hanno continuato a fare ciò che avevano fatto fin dall’inizio: restare uno accanto all’altro.