Camionista trova una cagna in autostrada: nel fossato c’era il suo cucciolo ancora vivo

La pastore tedesco, stremata dopo il parto, cercava di tornare verso una tana nascosta sul bordo della carreggiata.

Erano le 3:12 del mattino quando una camionista ha visto qualcosa muoversi tra le felci, sul margine dell’autostrada. Il camion davanti a lei ha frenato di colpo. Lei ha rallentato, ha acceso le quattro frecce ed è scesa dalla cabina.

Non era un animale qualsiasi finito per caso sulla corsia d’emergenza. Era una cagna pastore tedesco, provata, con il ventre ancora gonfio e le mammelle pesanti. Cercava di tornare verso il fossato.

La donna, che guida camion da ventun anni, ha capito che quella cagna non stava fuggendo. Stava cercando qualcosa.

Toundra sulla corsia d’emergenza

La pastore tedesco è stata chiamata Toundra. Era in piedi a fatica, con le zampe tremanti, il muso sporco di terra e il corpo segnato dalla stanchezza. Aveva partorito da poco e ogni movimento sembrava costarle dolore.

I mezzi continuavano a passare, spostando l’aria con violenza. A ogni rumore Toundra sobbalzava, ma non si allontanava. Guardava il fossato, poi la camionista, poi di nuovo il fossato.

Quel comportamento ha convinto la donna a scendere lungo la scarpata. Ha preso una torcia, il gilet arancione e un vecchio thermos d’acciaio ancora tiepido. Toundra ha ringhiato quando l’ha vista avvicinarsi al punto che stava sorvegliando, ma non l’ha fermata. L’ha seguita.

Il cucciolo trovato nella tana

Tra le felci bagnate, sotto una radice, c’era una piccola tana abbandonata. Da lì arrivava un lamento quasi impercettibile.

Il cucciolo era vivo, ma debolissimo. Stava nelle due mani della camionista, coperto di polvere, appena tiepido. La donna lo ha avvolto in una maglietta di ricambio e ha appoggiato con cautela il thermos vicino al suo corpo, per restituirgli un po’ di calore.

A quel punto Toundra si è avvicinata. Ha annusato il fagotto, poi ha toccato il piccolo con la punta del muso. Subito dopo le zampe le hanno ceduto.

Si è sdraiata nell’erba, stremata. Non aveva smesso di lottare finché non era riuscita a tornare dal suo cucciolo.

L’attesa dei soccorsi nel fango

La camionista ha chiamato il veterinario di turno e il soccorso autostradale. Per circa venti minuti è rimasta nel fossato, con gli stivali nel fango, il cucciolo tenuto al caldo e Toundra accanto.

La cagna, pur senza conoscerla, ha posato la testa sulla sua coscia. Il suo respiro era corto. Anche quello del piccolo. Ma entrambi continuavano a respirare.

Quando il veterinario è arrivato, Toundra ha cercato di rialzarsi nonostante la debolezza. Voleva seguire il cucciolo, controllare che non le venisse portato via. La camionista glielo ha mostrato avvolto nella coperta.

Solo allora la cagna ha smesso di tremare.

Una madre tornata nel buio

Sulle strade capita di trovare animali abbandonati in scatole, guinzagli tagliati, ciotole lasciate vicino alle aree di servizio. Quella notte, però, la scena era diversa.

Toundra non aveva cercato riparo per sé. Pur stremata dal parto, dal freddo e dal rumore dei mezzi, aveva continuato a tornare verso il fossato, dove il suo cucciolo era rimasto nascosto nella terra.

La camionista l’ha trovata nel momento in cui la sua forza stava finendo. Ma abbastanza presto perché quel piccolo respiro potesse essere ascoltato.

Lascia un commento