Lo yorkshire si era allontanato da casa. Una medaglietta ha permesso di ricondurlo dall’anziano proprietario, che lo riconosce nonostante la malattia.

Era seduto da solo sul marciapiede, sotto la luce di un lampione, come se stesse aspettando il ritorno di qualcuno. Erano circa le dieci di sera quando una passante ha notato il piccolo yorkshire e ha deciso di avvicinarsi.

Il cane non appariva impaurito né agitato. Se ne stava fermo, senza allontanarsi, mentre osservava ciò che accadeva intorno a lui. A incuriosire la donna è stato soprattutto il riflesso di una medaglietta agganciata al collare.

Avvicinandosi, ha potuto leggere il messaggio inciso sulla targhetta: « Mi chiamo Nino. Se mi trovate, per favore riportatemi a questo indirizzo. Il mio umano ha l’Alzheimer e ha bisogno di me. Grazie. »

Poche righe che spiegavano perché fosse importante riportare subito Nino a casa.

Nino ritrovato a poche strade dalla sua abitazione

L’indirizzo riportato sulla medaglietta si trovava nelle vicinanze. La donna ha preso il cane in braccio e si è incamminata, percorrendo soltanto poche strade prima di raggiungere l’abitazione indicata.

Ad aprire la porta è stato un uomo in evidente stato di preoccupazione. Stava aspettando notizie del cane e ha subito spiegato quanto era accaduto. Suo padre, affetto da Alzheimer, aveva lasciato involontariamente la porta socchiusa. Nino era riuscito così a uscire senza che nessuno se ne accorgesse.

La famiglia si era resa conto poco dopo della sua assenza e aveva iniziato a cercarlo. Il timore era che il piccolo yorkshire potesse allontanarsi ancora di più, finire in una strada trafficata o non riuscire a ritrovare il percorso verso casa.

Il messaggio sul collare era stato pensato proprio per affrontare un’eventualità simile e consentire a chiunque trovasse il cane di comprendere immediatamente la situazione.

L’incontro con il proprietario affetto da Alzheimer

Una volta entrata nell’abitazione, la donna ha assistito al momento in cui l’anziano proprietario ha rivisto il suo cane. L’uomo ha iniziato a piangere e, rivolgendosi a Nino, ha sussurrato: « Amore mio… amore mio… »

Il figlio ha poi raccontato che il cane rappresenta un punto di riferimento fondamentale nella vita quotidiana del padre. La malattia, in alcune giornate, rende difficile riconoscere persone, ricordare nomi o ricostruire avvenimenti recenti. Con Nino, però, il legame sembra resistere.

L’anziano continua a riconoscerlo e a cercare la sua presenza. Il piccolo yorkshire gli resta accanto, lo accompagna durante la giornata e contribuisce a rassicurarlo nei momenti di maggiore disorientamento.

La medaglietta pensata per proteggere il loro legame

L’incisione sul collare non conteneva soltanto il nome del cane e l’indirizzo di casa. Indicava anche la ragione per cui il suo ritorno fosse urgente: il proprietario aveva bisogno di lui.

Una precauzione semplice, adottata dalla famiglia per evitare che un allontanamento accidentale potesse trasformarsi in una separazione prolungata. La medaglietta ha raggiunto il suo scopo: Nino è stato riconsegnato nel giro di poco tempo e ha potuto riabbracciare il suo proprietario.

La donna che lo aveva trovato ha lasciato l’abitazione dopo essersi assicurata che il cane fosse nuovamente al sicuro. Dietro quella porta, Nino è tornato al suo posto, accanto all’uomo che, anche nei giorni in cui i ricordi diventano più fragili, continua a riconoscerlo.

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