Il bovaro bernese affiancava un alunno dell’ULIS. Dopo i colpi ha riportato una zampa gonfia e dovrà affrontare sei settimane di riabilitazione.
Il primo calcio è arrivato alle 12.22, sotto il tavolo della mensa e davanti a ventidue bambini. Ortie, un bovaro bernese di sette anni, era sdraiato accanto alla gamba sinistra di Léo, come faceva abitualmente durante il pranzo.
Secondo il racconto della referente ULIS, a colpirlo sarebbe stato un AVS infastidito dalla saliva lasciata dall’animale sul pavimento appena pulito.
Il cane non ha reagito. Ha sollevato la testa dopo il primo colpo, mentre al secondo la spalla ha urtato contro una gamba del tavolo. Al terzo calcio Léo ha lasciato cadere la forchetta. Al quarto ha gridato.
Per il bambino, che fatica a gestire rumori, cambiamenti e situazioni improvvise, Ortie non era soltanto una presenza nella scuola. Era il punto di riferimento a cui tornare quando l’ambiente diventava troppo difficile da sostenere.
Ortie colpito nella mensa davanti a ventidue bambini
Il bovaro bernese è descritto come un cane tranquillo, abituato ad avvicinarsi agli alunni senza imporre il contatto. Durante i pasti si sistemava sotto il tavolo, appoggiando il fianco vicino alla scarpa di Léo e restando immobile fino alla fine.
A volte lasciava cadere qualche goccia di saliva sul pavimento.
La presenza del cane aveva accompagnato il bambino fin dai primi anni di scuola. Quando frequentava la prima elementare, Léo entrava spesso in aula con le mani sulle orecchie e lo sguardo rivolto verso il basso.
L’arrivo di Ortie non aveva eliminato le sue difficoltà, ma gli aveva offerto una presenza stabile. A sei anni, appoggiando la guancia sul pelo del cane, aveva pronunciato una delle sue prime parole articolate:
“Caldo.”
Dopo l’episodio in mensa, il bovaro bernese ha mostrato dolore alla spalla e gonfiore alla zampa destra.
Léo rifiuta di tornare a scuola
Nelle ore successive, Léo non ha mangiato e ha trascorso la notte senza dormire. La mattina seguente ha rifiutato di attraversare il cancello della scuola.
La madre ha contattato la referente alle 7.47, mentre Ortie restava sdraiato con la spalla tenuta in una posizione innaturale.
Una cuoca presente nella mensa ha annotato su un tovagliolo di carta l’orario dell’accaduto. La testimonianza potrà contribuire alla ricostruzione di quanto avvenuto davanti agli alunni.
Gli accertamenti veterinari hanno stabilito che il cane dovrà seguire un percorso riabilitativo della durata di circa sei settimane.
Nel frattempo, a partire da lunedì, a Léo verrà affiancato temporaneamente un altro cane di supporto. La scuola procederà in modo graduale, evitando di forzare il bambino.
L’incontro dopo il ferimento
Nel pomeriggio Léo ha accettato di andare a trovare Ortie. Non ha pronunciato parole e si è seduto sul pavimento vicino a lui.
Nonostante il dolore, il cane ha sollevato la testa e ha appoggiato il muso contro la scarpa del bambino, ripetendo il gesto che accompagnava ogni pranzo in mensa.
Léo ha smesso di tremare.
Per il bambino, il bovaro bernese rappresentava una presenza silenziosa e prevedibile, capace di ridurre la tensione nei momenti più complessi della giornata scolastica. Il suo allontanamento temporaneo avrà quindi conseguenze che non riguardano soltanto il recupero fisico dell’animale.
La ricostruzione dell’episodio dovrà ora chiarire le responsabilità dell’adulto indicato nel racconto e le misure adottate dalla struttura dopo quanto avvenuto.


