L’anziano épagneul breton era rimasto solo sulla soglia. Una vicina lo ha recuperato dal rifugio dopo aver scoperto il ricovero della donna.
Per sei giorni Charrette è rimasto seduto sul gradino della cucina, davanti alla casa ormai vuota della sua proprietaria.
L’anziano épagneul breton, dal mantello arancione e bianco, osservava la strada aspettando il ritorno della signora H., ottantotto anni. Nessuno gli aveva spiegato che la donna era stata trasferita in una RSA e che, almeno per il momento, non sarebbe rientrata.
A ricostruire quanto accaduto è stata una vicina che conosce la signora H. fin dai tempi della scuola e che ogni mattina, dal 1991, vedeva il cane affacciarsi davanti al cancello.
Charrette resta sulla soglia per sei giorni
Il sabato, i familiari avrebbero parlato alla donna di una semplice visita. Poco dopo l’anziana era stata accompagnata nella struttura.
Charrette era rimasto a casa.
La domenica mattina la vicina lo ha trovato sul gradino, con il muso appoggiato tra le zampe. Gli ha lasciato una ciotola, ma il cane si è limitato ad annusarla.
Il lunedì non ha abbaiato. Il martedì si è alzato quando un’automobile bianca ha rallentato davanti all’abitazione, per poi sedersi di nuovo quando il veicolo ha proseguito. Il mercoledì è rimasto sotto una pioggia leggera.
Soltanto il giovedì la donna ha iniziato a sospettare che non si trattasse di un’assenza temporanea.
Il trasferimento in RSA e il modulo firmato
La conferma è arrivata dal medico curante, che avrebbe dichiarato di non aver autorizzato il trasferimento.
La vicina ha raggiunto la RSA e ha trovato la signora H. seduta vicino a una finestra, con un fazzoletto stretto tra le mani. Le ha letto il modulo di ingresso riga per riga.
Quando ha compreso il contenuto del documento firmato, l’anziana non ha alzato la voce. È rimasta in silenzio per alcuni minuti, poi ha detto:
“Charrette dormiva sulla soglia. Sempre sulla soglia.”
Il cane, nel frattempo, era stato portato in un rifugio e registrato come aggressivo. Secondo la testimonianza della vicina, però, Charrette era sempre stato tranquillo, abituato a lasciare passare i bambini in bicicletta e a dormire vicino agli stivali della proprietaria.
La vicina porta Charrette fuori dal rifugio
Nel registro della struttura, il cane risultava adottabile per quindici giorni. Trascorso quel periodo, la sua situazione sarebbe stata rivalutata.
La vicina ha firmato i documenti per farlo uscire alle 10.12.
Quando l’ha riconosciuta, Charrette non ha saltato né abbaiato. Si è limitato ad avvicinarsi e ad appoggiare la fronte contro la sua gonna.
Per il momento non è tornato nella casa della signora H.. Dorme nella cucina della vicina, su una coperta a quadri, con la testa rivolta verso il muro che separa le due abitazioni.
Il futuro dell’anziana e del suo cane deve ancora essere chiarito. Intanto Charrette non è più nel rifugio e non deve più aspettare da solo davanti a una porta chiusa.


