Il cane aveva una frattura esposta e un trauma cranico. Dopo settimane in terapia intensiva, ha recuperato fino a tornare a correre.
Woolman è stato trovato sul bordo di un’autostrada in condizioni critiche, quasi incapace di muoversi.
Aveva il pelo arruffato, tremava e presentava ferite importanti. La zampa anteriore era interessata da una frattura esposta, mentre altri segnali facevano pensare a un grave trauma cranico.
Secondo il veterinario che lo ha visitato, le lesioni potevano essere compatibili con una caduta violenta da un veicolo in movimento, anche se non è stato possibile ricostruire con certezza cosa fosse accaduto.
Woolman ricoverato in terapia intensiva
Le prime ore sono state particolarmente delicate.
Per diversi giorni non era chiaro se Woolman sarebbe riuscito a sopravvivere. Il cane è rimasto ricoverato per settimane, sottoposto a cure intensive e a un intervento chirurgico per stabilizzare la zampa ferita.
Parallelamente, i veterinari hanno seguito l’evoluzione del trauma cranico.
Il recupero neurologico è stato lento, ma con il passare del tempo sono comparsi i primi segnali incoraggianti.
Il primo scodinzolio e il ritorno in piedi
Uno dei momenti più significativi è arrivato quando Woolman ha iniziato nuovamente a scodinzolare.
In seguito ha recuperato progressivamente anche la capacità di camminare. All’inizio i movimenti erano incerti e poco stabili, ma il cane ha continuato a migliorare.
Durante la convalescenza ha mostrato anche un carattere molto affettuoso, cercando il contatto con chi si occupava di lui e lasciandosi avvicinare senza difficoltà.
Oggi Woolman corre di nuovo
Dopo il lungo percorso di cure, la situazione è completamente cambiata.
Woolman oggi corre in giardino, dorme accanto alla persona che lo ha salvato e conduce una vita molto diversa rispetto al giorno in cui è stato trovato sull’autostrada.
Gli sono rimasti alcuni segni del trauma, tra cui un sorriso leggermente asimmetrico e un orecchio cadente, ma il recupero fisico gli ha permesso di tornare a muoversi e giocare.
La sua storia resta quella di un animale arrivato dal veterinario in condizioni gravissime e riuscito, passo dopo passo, a recuperare gran parte della propria autonomia.


