Non riusciva a camminare come gli altri e molti lo consideravano troppo impegnativo. Con un carrellino ha finalmente iniziato una nuova vita.

Al rifugio era uno dei cani che attiravano più sguardi, ma meno adozioni. Le zampe posteriori non riuscivano a sostenerlo e per muoversi aveva bisogno di aiuto.

Molte persone si fermavano davanti al suo box, chiedevano informazioni, poi rinunciavano. Le sue necessità venivano considerate troppo complesse.

Lui, però, continuava ad avvicinarsi ogni volta che sentiva qualcuno arrivare.

Il cane disabile aspettava ancora una famiglia

Nonostante le difficoltà motorie, il cane aveva mantenuto un carattere vivace e socievole. Cercava il contatto, osservava ciò che accadeva intorno e reagiva con entusiasmo alla presenza delle persone.

La situazione è cambiata quando un visitatore si è fermato più a lungo degli altri.

Il personale gli ha spiegato le condizioni dell’animale, le cure necessarie e le attenzioni che avrebbe richiesto nella vita quotidiana.

La scelta, questa volta, è stata diversa: il cane sarebbe stato adottato.

Il carrellino e le prime passeggiate fuori dal rifugio

Il giorno dell’uscita gli è stato sistemato un apposito imbrago collegato a un piccolo carrellino con due ruote, indispensabile per sostenere la parte posteriore del corpo.

Una volta all’esterno, il cane ha iniziato subito a muoversi.

Non cammina come gli altri, ma grazie al supporto delle ruote può spostarsi, uscire e affrontare le passeggiate insieme al suo nuovo proprietario.

Ogni giorno sta imparando a utilizzare sempre meglio il dispositivo e a gestire gli spostamenti con maggiore sicurezza.

Dopo essere stato a lungo considerato troppo difficile da adottare, oggi vive in una casa dove le sue esigenze non sono più viste come un ostacolo.

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