Per molti cani l’abbandono non è soltanto un cambio di luogo: è l’improvvisa scomparsa della persona che rappresentava tutta la loro quotidianità.

Quando un cane viene lasciato in un rifugio, non comprende le ragioni che hanno portato a quella decisione.

Non sa cosa significhi un trasloco, un cambio di vita, una casa in cui gli animali non sono ammessi o una famiglia che non riesce più a occuparsi di lui.

Sa soltanto che la persona che conosceva non c’è più.

L’attesa dietro una porta

Per questo molti cani trascorrono i primi giorni osservando ogni movimento.

Un rumore di passi può sembrare il ritorno che aspettano. Una persona che entra nella struttura può ricordare quella che li accompagnava ogni giorno.

Giocattoli, coperte, cibo e attenzioni dei volontari possono aiutarli ad affrontare il cambiamento, ma non cancellano immediatamente le abitudini e il legame costruito nel tempo.

Alcuni si adattano rapidamente. Altri hanno bisogno di settimane o mesi per tornare a fidarsi e sentirsi nuovamente al sicuro.

Adottare significa assumersi una responsabilità lunga anni

Accogliere un cane non dovrebbe essere una decisione presa soltanto sull’emozione del momento.

Significa affrontare anche le fasi meno semplici: problemi comportamentali, spese, cambiamenti familiari, vecchiaia e imprevisti.

Ci sono situazioni in cui una rinuncia può diventare inevitabile e deve essere gestita responsabilmente, cercando una soluzione sicura per l’animale. Ma adottare sapendo già di non poter garantire stabilità significa esporre il cane a una separazione che potrebbe essere molto difficile da affrontare.

Prima di portarlo a casa, quindi, la domanda più importante non è soltanto quanto lo si desideri in quel momento.

È se si è davvero pronti a restare anche quando la vita diventerà più complicata.

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