Per anni aveva visto partire i gatti più giovani. Lui restava al rifugio, sempre nello stesso posto, aspettando qualcuno che guardasse proprio lui.

Aveva 15 anni e gran parte della sua vita era trascorsa in rifugio.

Con il passo ormai incerto e il pelo segnato dall’età, quel vecchio gatto aveva visto arrivare e partire decine di altri animali. I gattini trovavano casa, i più giovani attiravano subito l’attenzione. Lui, invece, restava lì.

Ogni mattina si sistemava vicino all’ingresso e osservava la porta.

I volontari lo chiamavano “il vecchio saggio”. Era tranquillo, riservato, non chiedeva quasi nulla. Ma quando entrava una famiglia, si raddrizzava e guardava.

Poi, quasi sempre, tornava nel suo angolo.

Un giorno arrivò una donna insieme al marito. Non andò verso i gattini e non cercò i più giovani. Si guardò intorno finché non vide lui.

Si avvicinò lentamente e tese una mano.

Il gatto rimase fermo per qualche istante, poi si alzò, appoggiò le zampe sulle sue ginocchia e cominciò a fare le fusa.

Fu sufficiente.

Quella donna aveva deciso di adottarlo.

Dopo anni trascorsi a vedere gli altri lasciare il rifugio, anche per lui arrivò finalmente quel momento.

A 15 anni entrò in una casa con un cuscino morbido, una coperta calda e qualcuno pronto ad accoglierlo ogni giorno.

Quella porta che aveva osservato così tante volte, alla fine, si era aperta anche per lui.

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