Era fradicio, affamato e quasi invisibile sotto una macchina. Poi una mano si è avvicinata lentamente e tutto è cambiato.
Era nascosto sotto un’auto, completamente bagnato e grande poco più di una mano.
Il gattino miagolava appena. La voce era così debole che sarebbe stato facile passargli accanto senza accorgersi di lui. Aveva le zampe sporche, il pancino vuoto e gli occhi spalancati.
Chi lo ha trovato si è accovacciato senza fare movimenti bruschi e ha iniziato a parlargli piano.
Il piccolo è rimasto fermo per qualche istante.
Poi una mano si è tesa verso di lui.
All’inizio ha esitato. Poco dopo si è avvicinato lentamente fino ad appoggiare la testa sulle dita di quella persona.
Da quel momento non sarebbe più rimasto sotto quell’auto.
Il gattino è stato avvolto in un asciugamano e portato a casa. Poco dopo si è addormentato sulle ginocchia di chi lo aveva soccorso.
Nei giorni successivi lo seguiva ovunque, come se non volesse perdere di vista la persona che lo aveva raccolto. Con il tempo, però, ha iniziato a rilassarsi, giocare e muoversi per casa senza paura.
Oggi dorme spesso vicino al suo umano, anche sdraiato sulla schiena, completamente tranquillo.
Di quella sera restano il ricordo della pioggia, del freddo e di un miagolio quasi impossibile da sentire.


