Ogni volta sperava di essere scelta, ma le famiglie passavano oltre. Poi una mattina qualcuno si è fermato proprio davanti a lei.

Per mesi aveva visto aprirsi la porta del rifugio senza che nessuno venisse davvero per lei.

Ogni nuova famiglia sembrava una possibilità. Si alzava, osservava, aspettava. Poi gli sguardi finivano altrove: sui cani più giovani, più vivaci, più appariscenti.

Lei restava.

Con il tempo aveva trovato conforto in un vecchio peluche rovinato. Lo portava ovunque, dormiva accanto a lui e lo prendeva in bocca ogni volta che qualcosa la spaventava.

Era diventato il suo punto fermo.

Poi, una mattina, una persona si è fermata davanti al suo box.

La cagnolina non si è avvicinata subito. È rimasta immobile, quasi diffidente. Ma quella voce continuava a parlarle piano e quella mano restava lì, tesa verso di lei.

A quel punto ha lasciato cadere il peluche.

Ha fatto un passo, poi un altro.

Quando finalmente si è lasciata accarezzare, ha chiuso gli occhi e si è rilassata.

Questa volta era davvero arrivato il suo momento.

La cagnolina ha lasciato il rifugio con il cappottino addosso e il suo inseparabile peluche con sé.

Oggi ha una famiglia e quel vecchio giocattolo è ancora accanto a lei.

Solo che, finalmente, non è più l’unico compagno che ha.

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