Durante una passeggiata smette improvvisamente di tirare al guinzaglio. Tra le foglie ci sono tre cuccioli soli e infreddoliti.

Quella mattina il cane si comportava come sempre: camminava curioso, tirava al guinzaglio e annusava tutto ciò che incontrava.

Poi, davanti a un cespuglio, si fermò di colpo.

Rimase immobile, con lo sguardo fisso e le orecchie tese. Solo dopo qualche istante si avvicinò alle foglie.

Lì sotto c’erano tre gattini di poche settimane. Due rossicci e uno tigrato, magri, sporchi e stretti l’uno all’altro. Della madre non c’era traccia.

Il suo umano pensò subito di raccoglierli e sistemarli in una scatola. Ma il cane fece qualcosa di inatteso: si sdraiò accanto ai piccoli e rimase con il muso vicino a loro, tranquillo.

I tre gattini furono portati al sicuro.

Da quel giorno, però, hanno continuato a cercare proprio lui. Dormono contro il suo corpo, si infilano tra le zampe, gli salgono sulla schiena e giocano con la sua coda. Il cane li lascia fare e rimane accanto a loro.

C’è un dettaglio che rende quella scena ancora più particolare.

Anche lui era stato adottato quando era già anziano, dopo essere stato considerato troppo grande e troppo complicato.

Oggi quel cane che un tempo nessuno voleva trascorre le giornate insieme ai tre piccoli trovati sotto un cespuglio.

Non sono suoi cuccioli e non appartengono nemmeno alla sua specie.

Eppure, da quando li ha trovati, i quattro non si sono più separat

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