Cosa pensano i cani? Uno studio svela il loro mondo interiore

Una ricerca innovativa condotta dalla Emory University ha aperto una finestra sulla mente dei cani, rivelando come i nostri amici a quattro zampe interpretano e reagiscono al mondo che li circonda. Grazie a una risonanza magnetica funzionale (fMRI), i ricercatori hanno esplorato il cervello dei cani, senza procedure invasive, per comprendere i processi mentali della specie più antica e fedele tra quelle addomesticate.

Un metodo rivoluzionario

Il progetto, guidato da Gregory Berns del Center Emory for Neuropolicy, ha utilizzato una fMRI per analizzare l’attività cerebrale di due cani, Callie e McKenzie, durante specifici stimoli. Addestrati con cura a rimanere immobili nello scanner, i due cani hanno collaborato senza necessità di sedazione, garantendo risultati autentici e sicuri.

Gesti umani e ricompense

Durante l’esperimento, i cani dovevano distinguere tra due gesti dell’addestratore: una mano rivolta verso il basso (che preannunciava una ricompensa, come un hot-dog) e due mani alzate (che non comportavano premi). Le osservazioni hanno mostrato un’attivazione della regione caudale del cervello solo in risposta al gesto che prometteva la ricompensa. Questo suggerisce che i cani prestano particolare attenzione ai segnali umani legati al “sistema di ricompensa”.

Il legame speciale tra uomo e cane

Secondo Berns, questi risultati potrebbero spiegare la profonda connessione tra i cani e gli esseri umani. “Il cervello dei cani potrebbe aver influenzato l’evoluzione umana, e viceversa”, afferma. Lo studio rappresenta un passo avanti verso una migliore comprensione della comunicazione inter-specie e delle capacità cognitive canine.

Sicurezza e futuro della ricerca

Tutte le procedure sono state approvate per garantire il benessere degli animali coinvolti. “La sicurezza e il comfort dei cani sono stati la nostra priorità fin dall’inizio”, sottolinea Berns. Lo studio, denominato The Dog Project, promette di fornire nuove conoscenze sul comportamento canino e di migliorare il rapporto tra uomini e cani.

Francesco Antonicelli

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