Una pitbull di nove anni viene ceduta al rifugio senza problemi comportamentali. Inserita in lista eutanasia, trova una nuova possibilità grazie a chi sceglie di restare.
Un lunedì mattina una famiglia di quattro persone si è presentata in un rifugio con la propria meticcia pitbull blu di nove anni.
Il modulo di consegna è stato compilato dal padre. Alla voce “Motivo della consegna” è stato indicato: “Non si adatta al nostro stile di vita”. Alla voce “Problemi di comportamento”: “Nessuno”. Tempo di possesso: nove anni.
Nove anni trascorsi nella stessa casa, poi conclusi in meno di dieci minuti con una firma.
La cagnolina è stata ribattezzata Maya dal personale del rifugio, segnando simbolicamente un nuovo inizio.
Al momento del saluto, secondo quanto raccontato dagli operatori, Maya ha reagito con entusiasmo: coda che si muoveva con forza, zampe sollevate verso il proprietario, leccate sul viso.
Non mostrava segni di paura o aggressività. Sembrava convinta che si trattasse di una normale uscita.
Il guinzaglio è stato consegnato agli addetti e la famiglia è uscita senza voltarsi.
Nei primi momenti Maya ha cercato la porta, tirando leggermente e lanciando piccoli lamenti.
Poi si è fermata.
Secondo i volontari, nei giorni successivi ha scelto l’angolo più lontano del box, restando in silenzio, con testa bassa e orecchie appiattite. Per tre giorni ha mostrato scarsa reattività, senza abbaiare o agitarsi.
Nel suo fascicolo era presente una nota: “Eutanasia se non viene adottata”.
La motivazione non riguardava aggressività o malattie gravi, ma l’età, la razza e il sovraffollamento della struttura. I pitbull adulti o anziani, in molti contesti, risultano meno richiesti rispetto ai cuccioli.
Il quarto giorno un operatore si è seduto accanto a lei nel box senza tentare un contatto immediato. Dopo alcuni minuti Maya si è inclinata leggermente fino ad appoggiare la spalla alla sua gamba. Un gesto minimo, ma significativo.
In seguito alla condivisione della sua storia, una coppia di pensionati ha chiesto di conoscerla.
Secondo quanto riferito dal rifugio, avevano espresso il desiderio di adottare un pitbull anziano, dichiarando: “Non vogliamo un cucciolo. Vogliamo un’anima.”
Maya è stata temporaneamente rimossa dalla lista eutanasia in attesa dell’incontro.
La vicenda evidenzia una realtà diffusa nei rifugi: cani adulti e di razze soggette a pregiudizi trovano più difficoltà nell’adozione, soprattutto quando l’età avanza.
La storia di Maya non riguarda un caso di aggressività, ma una rinuncia motivata da cambiamenti familiari.
Oggi è in attesa di conoscere chi potrebbe offrirle una nuova casa, dimostrando come anche un animale anziano possa rappresentare una scelta consapevole per chi desidera accogliere un compagno di vita con una storia già scritta.
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