Spaghetto, Yorkshire trovato su un regionale Milano-Como, era legato al portabagagli con un messaggio scritto in romancio.
Era nella carrozza 4, seduto su un posto vuoto, con il guinzaglio fissato al portabagagli. Un piccolo Yorkshire Terrier maschio, solo, immobile, con lo sguardo puntato verso la porta del vagone. A trovarlo è stato un controllore di Trenord durante il servizio sul regionale Milano–Como.
In un primo momento sembrava possibile che il proprietario si fosse allontanato per pochi minuti. Il treno, però, ha continuato la corsa e nessuno è tornato a cercarlo. Sotto il collare del cane c’era una busta piegata, infilata con cura. Dentro, poche righe scritte in una lingua che il personale ferroviario non è riuscito subito a riconoscere.
La traduzione è arrivata poco dopo grazie a una ferroviera di Bergamo. Era romancio, lingua minoritaria parlata in Svizzera. Il messaggio diceva: «Torno nel mio Paese. Il mio Paese non lo vuole. Ti aspetterò.»
Il cane è stato ribattezzato Spaghetto dal controllore che lo ha preso in braccio. Era piccolo, sottile, spaventato, ma non agitato. Non abbaiava, non cercava di liberarsi. Restava fermo, con le zampe raccolte sotto il corpo, mentre il convoglio proseguiva il viaggio verso Como.
Il controllore ha portato l’animale nel locale del personale e ha fotografato il biglietto, chiedendo aiuto ai colleghi per identificarne la lingua. Dopo pochi minuti è arrivata la risposta da Bergamo: quelle righe erano in romancio. La traduzione ha dato un senso diverso al ritrovamento, trasformando un apparente smarrimento in un abbandono legato al rientro del proprietario nel proprio Paese.
La frase finale, «Ti aspetterò», ha reso ancora più evidente la contraddizione del gesto: il cane era stato lasciato sul treno, ma il messaggio sembrava rivolgersi proprio a lui, come se l’attesa potesse giustificare quella separazione.
Dopo il ritrovamento, Spaghetto è rimasto per alcune ore con il personale ferroviario. Il guinzaglio, ancora agganciato alla borsa del controllore, è diventato il primo segno di una nuova protezione. Terminato il turno, l’uomo ha deciso di portarlo a casa con sé.
La prima sera il cane non ha mangiato subito. Ha girato più volte vicino alla porta d’ingresso, poi si è sdraiato accanto alle scarpe del controllore, appoggiando il muso sul berretto di servizio. Un comportamento che ha confermato quanto fosse ancora disorientato da ciò che era accaduto nella carrozza 4.
Il biglietto originale è stato poi plastificato e conservato nel locale dei controllori della stazione di Como, con la traduzione spillata accanto. Non come accusa pubblica, ma come memoria di un episodio che il personale ferroviario non ha dimenticato.
Spaghetto era stato lasciato tra due città, due lingue e una decisione presa da altri. Quel giorno, però, il suo viaggio non è finito da solo.
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