La gatta era arrivata da pochi giorni. Dopo il lutto, la sua presenza ha accompagnato la proprietaria nella quotidianità.

Luna era entrata in casa da appena due settimane quando il marito della sua proprietaria è morto all’improvviso.

La gatta tigrata, cinque anni, aveva già imparato a riconoscere la poltrona dell’uomo, il suo odore e il tono con cui la chiamava dalla cucina. L’adozione era stata decisa quasi d’impulso, dopo un incontro con quell’animale dal carattere calmo e prudente.

Poi, in pochi giorni, la routine familiare si è interrotta.

Luna arriva in casa poco prima del lutto

Dopo la morte del marito, la donna ha smesso quasi del tutto di occuparsi della casa. Le persiane restavano chiuse, le tazze si accumulavano nel lavandino e il cappotto dell’uomo era ancora appeso all’ingresso.

Anche alzarsi dal letto era diventato difficile. Le giornate trascorrevano nel silenzio, senza orari e senza attività precise.

Luna, però, continuava ad aspettare davanti alla porta della camera. Non graffiava e non miagolava con insistenza. Restava seduta, con lo sguardo rivolto verso la proprietaria.

La gatta la costringe a tornare alla quotidianità

A richiamare l’attenzione della donna sono state le necessità più semplici: la ciotola quasi vuota, l’acqua da cambiare e la lettiera da pulire.

Per occuparsi di Luna, ha ricominciato ad alzarsi ogni mattina. Prima soltanto per darle da mangiare, poi anche per aprire le persiane e rimettere in ordine alcune stanze.

La gatta la seguiva nei piccoli spostamenti quotidiani, si strofinava contro le caviglie e si avvicinava quando la vedeva piangere sul divano. In quei momenti si sdraiava accanto a lei, mantenendo il contatto senza agitarsi.

Il legame con il marito scomparso

Luna sembrava cercare ancora l’uomo che aveva conosciuto durante le prime settimane nella nuova casa. Saliva spesso sulla sua poltrona, annusava il bracciolo e si sistemava nel punto in cui lo aveva visto seduto.

Una sera, mentre la donna teneva la mano appoggiata sul divano, la gatta vi ha posato sopra una zampa ed è rimasta immobile.

La sua presenza non ha cancellato il dolore, ma ha impedito che la proprietaria affrontasse completamente da sola le giornate successive alla perdita. L’adozione, avvenuta poco prima della tragedia, si è trasformata così in un sostegno concreto durante il periodo del lutto.

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