La gatta randagia, accolta pochi giorni dopo la perdita, ha iniziato a cercare sempre lo stesso punto del corpo della donna.

Pochi giorni dopo un aborto spontaneo, una donna ha trovato Cannelle nascosta dietro i bidoni del proprio palazzo. Era una gatta randagia di tre anni, magra, con il pelo rosso sporco e un comportamento estremamente prudente.

La donna stava attraversando un periodo segnato dal dolore fisico e psicologico. Nell’appartamento erano rimasti i farmaci prescritti, un bicchiere d’acqua sul comodino e una quotidianità interrotta bruscamente dalla perdita della gravidanza.

Quando si è avvicinata alla gatta, Cannelle non è fuggita. È rimasta ferma a osservarla e si è lasciata portare in casa.

Cannelle trovata dietro i bidoni del palazzo

Nei primi giorni la gatta ha esplorato l’appartamento con cautela. Si muoveva vicino alle pareti, annusava gli angoli e sobbalzava ogni volta che sentiva chiudersi una porta.

Non cercava immediatamente il contatto e trascorreva buona parte del tempo in silenzio, come se avesse bisogno di controllare ogni ambiente prima di considerarlo sicuro.

La donna, ancora provata dall’aborto spontaneo, non aveva programmato di accogliere un animale. La decisione è arrivata quasi senza preparazione, dopo aver visto le condizioni della gatta e la sua apparente difficoltà a restare all’esterno.

Con il passare dei giorni, Cannelle ha iniziato ad avvicinarsi al letto. Ogni sera saliva sulle coperte più o meno alla stessa ora e sceglieva sempre lo stesso punto.

La gatta si sdraia sul ventre ogni sera

Cannelle si sistemava sul ventre della donna, proprio dove lei continuava ad appoggiare la mano per abitudine. Prima girava su se stessa, poi ripiegava le zampe e rimaneva ferma.

Il calore del corpo, le fusa e il movimento lento delle zampe sul pigiama diventavano parte della routine serale.

La donna ha collegato quel comportamento alle ore in cui, durante la gravidanza, percepiva più spesso i movimenti del bambino. Non è possibile stabilire se la gatta avvertisse un cambiamento preciso o se cercasse semplicemente calore, vicinanza e una posizione comoda.

Per la sua proprietaria, tuttavia, quel gesto ha assunto un significato particolare. Cannelle non si sdraiava in un punto casuale del letto, ma tornava ogni sera nella zona del corpo associata alla perdita.

Una presenza durante il periodo del lutto

La vicinanza della gatta non ha cancellato il dolore né sostituito il sostegno medico e psicologico necessario dopo un aborto spontaneo.

Ha però modificato alcuni momenti della giornata. Le sere, prima segnate soltanto dal silenzio, hanno iniziato ad avere una presenza riconoscibile: il salto sul letto, le fusa sotto le coperte e il peso leggero di Cannelle sul ventre.

La donna ha continuato a piangere, ma ha raccontato di aver vissuto quelle lacrime in modo diverso. La gatta restava accanto a lei senza interrompere quel momento e senza chiedere altro.

Cannelle, trovata sola e in cattive condizioni dietro i bidoni, ha ricevuto una casa. La sua proprietaria, nello stesso periodo, ha trovato una compagnia discreta durante una fase di forte fragilità.

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