La gatta randagia, già in travaglio, è stata raccolta in un cimitero e portata in clinica appena in tempo.
Il suo mantello bianco si confondeva con la brina tra le lapidi. A tradire la presenza di Plume è stato un miagolio debole, udito alle 11:22 del 9 gennaio da una donna arrivata al cimitero per portare dei fiori sulla tomba del marito.
La gatta randagia, di circa quattro anni, camminava con difficoltà tra due tombe. Aveva il ventre molto gonfio, le zampe irrigidite dal freddo e i fianchi attraversati dalle prime contrazioni.
Non sembrava cercare una via di fuga. Continuava a guardarsi intorno, fermandosi dopo pochi passi, nel tentativo di trovare un luogo riparato dove partorire.
Plume trovata in travaglio nel cimitero
La donna frequentava il cimitero ogni sabato alla stessa ora. Sistemava i crisantemi, rimaneva qualche minuto accanto alla tomba del marito e poi tornava nella casa in cui viveva da sola.
Quella mattina, però, il lamento proveniente dalla ghiaia l’ha costretta a fermarsi.
Plume avanzava con il corpo piegato e un’andatura irregolare. Il freddo aveva irrigidito le zampe, mentre le contrazioni rendevano ogni movimento più faticoso.
La donna si è accovacciata lentamente per non spaventarla. La gatta ha sollevato lo sguardo senza provare ad allontanarsi. Era esausta, ma continuava a osservare quella presenza sconosciuta come se stesse valutando la possibilità di fidarsi.
Non c’erano trasportini né coperte disponibili. L’unico contenitore abbastanza grande era il cesto utilizzato per portare i crisantemi.
I crisantemi sistemati sul fondo del cesto
La donna è tornata verso la tomba del marito e ha ripreso i fiori appena deposti. Prima di allontanarsi ha sussurrato: “Non me ne vorrai.”
Ha svuotato il cesto e ha distribuito i crisantemi sul fondo, creando uno strato più morbido su cui sistemare la gatta.
Quando si è avvicinata di nuovo, Plume ha annusato i petali. È rimasta immobile per alcuni istanti, poi è entrata nel contenitore senza essere sollevata o forzata.
Durante il tragitto in automobile non ha miagolato. Ha appoggiato la testa sui fiori e ha chiuso gli occhi, mentre le contrazioni continuavano.
Alla clinica veterinaria, gli accertamenti hanno confermato che il parto era ormai vicino. Secondo quanto riferito alla donna, la gatta era stata recuperata appena in tempo: il freddo e le sue condizioni avrebbero potuto mettere in pericolo sia lei sia i cuccioli.
Plume e i cuccioli nella nuova casa
Dopo l’assistenza veterinaria, Plume è stata accolta nell’abitazione della donna. Per lei e per i piccoli è stata preparata una cassetta vicino al termosifone, in un punto tranquillo e protetto della casa.
La gatta trascorre gran parte del tempo sdraiata accanto ai cuccioli. Si alza per mangiare, bere e controllare l’ambiente, poi torna nella cassetta per scaldarli.
I crisantemi utilizzati per trasportarla non sono stati buttati. Sono rimasti ad appassire come ricordo di quella mattina e del gesto nato durante una visita al cimitero.
La donna era arrivata con dei fiori destinati al marito. È tornata a casa con una gatta che aveva bisogno di un luogo sicuro per partorire e con una nuova presenza in un’abitazione rimasta troppo a lungo silenziosa.


