Il Bovaro del Bernese è stato trovato all’alba legato a una grata. Il collare gli comprimeva il collo e gli impediva di muoversi.
Era seduto contro una grata, immobile, con una ciotola di ferro arrugginita rovesciata ai piedi. Atlas, un Bovaro del Bernese di sei anni, è stato trovato all’alba di sabato 18 maggio vicino a un terreno abbandonato.
A notarlo è stata una donna uscita per portare a spasso la propria cagnolina. Il cane era bagnato dalla rugiada e legato con un guinzaglio. Non cercava di liberarsi e non tirava più, probabilmente perché ogni movimento aumentava la pressione esercitata dal collare.
La fascia di cuoio era talmente stretta che il pelo si era sollevato tutt’intorno al collo. Atlas respirava con difficoltà e appariva stremato.
Atlas trovato legato alla grata all’alba
Quando la donna si è avvicinata, il Bovaro del Bernese ha sollevato lentamente lo sguardo. Non ha ringhiato e non ha mostrato aggressività. È rimasto fermo, osservando prima lei e poi la strada.
Anche la cagnolina che accompagnava la donna ha interrotto la passeggiata. Si è sdraiata a circa due metri di distanza, senza provare ad avvicinarsi ulteriormente.
La posizione di Atlas e la ciotola vuota lasciavano pensare che fosse rimasto legato in quel punto per un periodo non breve. Non è stato possibile stabilire chi lo avesse abbandonato né da quanto tempo attendesse accanto alla recinzione.
La donna gli ha teso una mano, lasciandogli il tempo di annusarla. Il cane si è avvicinato appena, poi ha abbassato la testa.
Il collare tagliato con le forbici
Per liberarlo è stato necessario recuperare un paio di forbici dall’automobile. Il collare, sporco e indurito dall’umidità, ha opposto resistenza durante il taglio.
La donna ha proceduto lentamente, cercando di non ferire il cane e di non aumentare la pressione sul collo. Atlas è rimasto immobile per tutto il tempo.
Quando il cuoio ha ceduto, il Bovaro del Bernese ha chiuso gli occhi e ha espirato profondamente. Solo allora ha iniziato a muovere con maggiore libertà la testa.
Il cane è stato quindi accompagnato verso l’automobile. Anche dopo essere stato liberato, non si è allontanato né ha mostrato agitazione. Ha seguito la donna con cautela, mantenendo lo sguardo rivolto verso la strada e gli alberi.
Il trasferimento nella nuova casa
Durante il tragitto Atlas non ha dormito. È rimasto vigile, osservando ciò che scorreva fuori dal finestrino, come se cercasse ancora un riferimento conosciuto.
La donna ha deciso di accoglierlo nella propria abitazione e di occuparsi delle sue condizioni. Il vecchio collare è stato conservato in un cassetto dell’ingresso, come testimonianza di ciò che il cane aveva subito.
Per un animale lasciato senza acqua e con un collare eccessivamente stretto, i rischi comprendono lesioni al collo, difficoltà respiratorie, disidratazione e ferite provocate dai tentativi di liberarsi.
Atlas, nonostante la stanchezza e il dolore, ha continuato a lasciarsi avvicinare. La sua fiducia non era scomparsa, ma richiedeva tempo, cure e un ambiente in cui non fosse più costretto ad aspettare qualcuno davanti a una grata.


